Nola, rebus giunta: ecco chi entra e chi esce

NOLA- Mancano due giorni alla “scadenza” del tempo massimo per il ritiro delle dimissioni, ma il rebus giunta Biancardi non sembra essere  ancora risolto. Troppe zone d’ombra ed enigmi da sciogliere per Geremia Biancardi, sindaco dimissionario che si è messo in stand by con una lettera in cui invocava un nuovo patto per Nola. Tradotto: rimettere in riga la maggioranza ballerina e capricciosa per terminare il mandato senza (più) scossoni. I motivi della crisi sono ormai noti. Prima del voto di due anni e mezzo fa Biancardi fu siglato un patto: Enzo De Lucia e Cinzia Trinchese si sarebbero avvicendati nel ruolo di suo vice. Due anni e mezzo per De Lucia, due anni e mezzo per Trinchese. A lui la delega ai Lavori pubblici e il ruolo di “sindaco” di Polvica, a lei i Beni culturali e la Pubblica istruzione. Dopo due anni e mezzo, quando l’assessora pretendeva di riscuotere il patto elettorale, sono nati gli intoppi. De Lucia non molla l’amata fascia e Trinchese punta i piedi facendo notare ogni tanto la sua assenza. La situazione va in ebollizione fino a scoppiare, si innesca la crisi e Biancardi, dopo una riunione movimentata con Paolo Russo, dominus delle sorti politiche della città, rimette nelle mani del segretario generale il suo mandato sapendo già che le avrebbe ritirate entro i canonici 20 giorni: un periodo in cui ha lavorato tantissimo, tra incontri, cene, summit,  per rimettere ogni pezzo al suo posto e ricomporre il quadro andato in mille pezzi della maggioranza di centrodestra sinora più salda e longeva in provincia di Napoli. Nel frattempo pettegolezzi, rumors e pronostici si sono sprecati.  Il fortino di Forza Italia però appare ancora lontano dalla crisi, perché a due giorni dalla scadenza (se Biancardi non ritira le dimissioni entro giovedì si dà il via al commissariamento) ci sono ancora tanti nodi da sciogliere. Secondo le ultime indiscrezioni, in base ai movimenti messi in atto da Biancardi, De Lucia perderebbe la delega ai Lavori pubblici ed il ruolo di vicesindaco. La sua delega passerebbe a Trinchese che però non verrebbe premiata con il ruolo di vice. In alternativa, accetterebbemcomunque di buon grado di restare delegata alla Cultura, a patto di ottenere un rimpasto. Al fianco di Biancardi potrebbe tornare Luciano Parisi, mentre in Giunta verrebbero sacrificati Carmela De Stefano e Antonio Manzi in favore di due new entry. Una composizione complessa e mal digerita, in particolare da De Lucia e che, nel caso del rimpasto con sacrificio di De Stefano, precipiterebbe di nuovo Nola nell’incubo già sperimentato delle quote rosa (problema che potrebbe essere risolto da un nome suggerito dal gruppo “Uniti per il territorio”). Sembra un cane che si morde la coda, ed in effetti lo è. Ago della bilancia risulta essere De Lucia che potrebbe non accettare le nuove deleghe così mettendo fine all’amministrazione Biancardi grazie ad una nutrita truppa di fedelissimi in Consiglio pronti a serrare le file e, col supporto della minoranza, decretare la fine del Biancardi bis.


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