Cicciano, all’alberghiero una lezione di legalità

CICCIANO – A scuola di legalità. Un confronto diretto tra esperti e alunni per spiegare, comprendere e condividere un concetto troppo spesso dimenticato e troppo spesso invocato in ritardo. All’alberghiero “Carmine Russo” di Cicciano il convegno dal titolo “A scuola di Legalità” con una disamina sui temi della legalità, della violenza, della percezione nei giovani del concetto di giustizia e imputabilità. L’evento, svoltosi nell’ambito del Premio in Comunicazione Giuridica, con il patrocinio del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Nola, la Scuola Bruniana, e coordinati dai professori Esposito, Coppola, Ercolino e Tagliafierro, sono stati aperti dalla dirigente scolastica, Carmela Maria Napolitano. “Un evento che ci ha confermato la necessità di costruire un percorso educativo che investe tutta la scuola perché siamo consapevoli del ruolo centrale che ha la scuola nella società. Educare alla legalità significa promuovere in ogni alunno la consapevolezza di essere in prima persona responsabile del proprio futuro e quello degli altri con diritti e doveri da rispettare” ha detto Napolitano. A seguire si sono alternati gli interventi di Valentina Bifulco, sostituto procuratore alla Procura di Nola, Rosa Napolitano, magistrato tirocinante al tribunale di Napoli, Francesco Urraro, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola, Mariarosaria Alfieri, criminologa, esperta in scienze forensi e Alberto degli Effetti, comandante della compagnia dei carabinieri di Nola. “Il servizio al cittadino è lo scopo principale dei carabinieri – ha affermato il capitano – e anche progetti di formazione nelle scuole per conoscere le norme e poter essere così attori del nostro territorio”. Tra i tanti esempi un incidente stradale a San Gennaro Vesuviano dove furono coinvolti giovani risultati positivi a droga e alcol: “Non dobbiamo temere le forze dell’ordine – aggiunge l’ufficiale – che rappresentano la legalità e una tutela per tutti”. Attenti e stimolanti gli allievi presenti che con le loro domande hanno reso ancora più vivo il dibattito. La criminologa Alfieri, da anni impegnata nelle scuole del circondario sui temi della prevenzione commenta così: “In una società in cui vige a tutti i livelli l’illegalità diffusa, è difficile parlare di giustizia e legalità. Non possiamo sempre e solo adornarci di belle parole e non farle seguire dai fatti. Dobbiamo ripartire dai ragazzi, dalla loro energia e dalla loro esuberanza. Abbiamo il dovere sociale di dare loro non solo delle informazioni giuste, ma anche delle risposte concrete e degli esempi forti e coerenti. Bisogna riscoprire il valore delle emozioni, non possiamo pensare che episodi efferati riguardino solo persone lontane da noi o che la violenza sia lontana dai nostri territori. I mostri non esistono, non si nasce deviante o criminale. ma lo si può diventare a causa di tutta una serie di fattori economici, sociali. culturali, ambientali”.

 

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