sabato, Maggio 18, 2024
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Comiziano, appello pubblico per il lago dei veleni: popolazione messa a rischio

COMIZIANO (Nello Lauro Il Mattino) –  Il lago della discordia. Resta allarmante la situazione dello specchio d’acqua della cava estrattiva che si trova a Comiziano. Un appello lanciato dall’associazione ambientalista Rize Up che ha convocato un’assemblea pubblica a cui hanno partecipato i deputati Massimiliano Manfredi (Pd), Salvatore Micillo (M5S) Paolo Russo (Fi), il primo cittadino Paolino Napolitano oltre all’opposizione consiliare con il capogruppo Lidio Alfieri e un tecnico della cava. Una situazione nata dopo l’ordinanza sindacale dello scorso 8 novembre del Comune di Comiziano, che ha evidenziato l’avvenuta contaminazione delle acque superficiali di falda presenti nella cava “Apostolico e Tanagro”, situata in zona campo al confine con  Camposano. Tutto confermato dalle analisi ambientali effettuate dall’Arpac nei mesi di luglio ed agosto che hanno certificato un superamento dei livelli di concentrazione soglia di contaminazione normalmente tollerati per diverse sostanze: floruri, alluminio, cromo esavalente (uno dei più importanti e pericolosi inquinanti ambientali) e tricloroetano (mortale per gli insetti e pericolosissimo per il sistema nervoso dell’uomo). Il sindaco aveva anche scritto “di provvedere con urgenza onde evitare pericoli per la salute pubblica e per l’ambiente derivanti dalla presenza delle citate sostanze tossiche”, ordinando ad horas alla società di “predisporre gli interventi di messa in sicurezza e la successiva bonifica della falda acquifera per la presenza di cromo esavalente con concentrazioni molto superiori alla soglia”. “Destano molta preoccupazione le cause della contaminazione – dicono  gli ambientalisti di Rize Up – non chiarite dalla società Apostolico & Tanagro, anche perché nella cava sono in atto attività di ricomposizione ambientale, circostanza che presuppone lo scarico di materiali inerti provenienti dall’esterno”. La vicenda ha visto una conferenza di servizi, un consiglio comunale, richieste e lettere istituzionali ma di fatto è allo stato di partenza. “Ho scritto personalmente due lettere di allarme alla Regione, Città Metropolitana, Asl Na3 e Arpac spiegando la preoccupazione e la psicosi della comunità. Non abbiamo avuto risposte, sono amareggiato, bisogna intervenire alla fine le responsabilità sono solo del sindaco” ha detto Napolitano. Non dimenticando che il lago è utilizzato anche come riserva  per rifornire i vari elicotteri di protezione civile e corpo forestale dello stato nello spegnimento dei roghi oltre ad essere un delicato ecosistema abitato da poiane e gheppi, da rondini e anche uccelli legati alla presenza dell’acqua,  tra canneti e altre piante. La società, dopo analisi private, è tranquilla: “Per le acque di falda i valori rientrano nei limiti di legge per le aree ad uso commerciale e industriale”. Intanto ci sono ancora da capire cause e soluzioni per una problematica complessa e delicata. La messa in sicurezza e la bonifica sono ancora da fare. Il mistero continua. La preoccupazione pure.

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