Area pastificio Russo a Cicciano, le verità dell’ex assessore Capolongo: “Poteva essere la cittadella dei servizi”

CICCIANO (nl) – Sono cominciati i lavori nell’area dell’ex pastificio Russo a Cicciano. Il progetto della Nusco Residential Park prevede la creazione di un parco residenziale da oltre 100 appartamenti, uffici, centro commerciale e uno spazio a verde di poco più di 2000 metri quadrati. Una situazione che ha acceso il dibattito cittadino e diviso l’opinione pubblica. Una delle memorie storiche è Giovanni Capolongo, ex assessore all’Urbanistica e più volte consigliere comunale del Comune di Cicciano. “La premessa generale da fare è che anche l’utilizzo delle aree di proprietà privata è regolato da leggi che vanno rispettate e principalmente applicate. Dire che le amministrazioni precedenti non hanno fatto nulla equivale a scrivere fandonie”.   Partiamo dai fatti che non possono essere smentiti: il 22 luglio 2009 c’è il fallimento del Pastificio Russo, che ha continuato a produrre fino al  maggio 2010. Il 16 luglio 2013 avviene l’acquisizione dell’area da parte del curatore fallimentare. Solo da quel momento  l’amministrazione comunale in carica poteva proporre eventuali azioni di acquisizione dell’area creando una sinergia con il curatore fallimentare (vi furono proposte da parte delle opposizioni, mai accolte). Chi amministrava all’epoca? La seconda amministrazione Arvonio di cui facevano parte quasi tutti gli attuali amministratori” esordisce Capolongo.

LA CITTADELLA DEI SERVIZI – “Negli anni intercorsi dal 2002 al 2006, periodo successivo all’acquisto del pastificio Russo da parte del gruppo Maione, la produzione era aumentata e quindi non si paventava il fallimento, tant’è che le richieste da parte della proprietà aziendale all’amministrazione comunale erano tese “esclusivamente” ad ottenere la delocalizzazione in area più idonea per ottimizzare ed aumentare la produzione con l’incremento della forza lavoro. Nel 2006 fu firmato un protocollo d’intesa tra il Comune di Cicciano e il gruppo Maione per  la costituzione di una Stu (società di trasformazione urbana), che prevedeva la delocalizzazione del pastificio nei terreni di proprietà del Comune in località “Starza” e la contestuale riqualificazione dell’area di sedime, con la realizzazione di uno spazio/villa comunale di circa 8mila metri quadrati, un parcheggio sotterraneo, la caserma dei carabinieri per la Compagnia di Nola, due banche, l’ufficio postale, palazzina per i servizi comunali, una palazzina-museo della pasta con percorsi di formazione dell’arte pastaia, realizzazione di circa 60 appartamenti, di un albergo, di un ristorante, di una Spa e di locali commerciali. Dal punto di vista finanziario il piano delle entrate (considerato che il Comune sarebbe diventato proprietario del 51% della Stu) prevedeva una differenza netta annua a beneficio delle casse comunali di circa 400mila euro” spiega l’ex delegato all’Urbanistica.

FALLIMENTO E VINCOLI – “Nel  2007/2009, seconda amministrazione Caccavale (assessore all’Urbanistica Nico Romano), il gruppo Maione inoltra una differente ipotesi di ristrutturazione, nella stessa area di sedime, per adeguare i locali e incrementare la produzione. Anche in questo caso l’amministrazione di maggioranza prese in esame la proposta chiedendo delle garanzie a favore della forza lavoro e della conservazione della produzione. Da luglio 2009 il pastificio fallisce e fino al luglio 2013, anno di insediamento del curatore  fallimentare non ci  sono alcune possibilità di interlocuzione. In termini di pianificazione sia io che l’assessore Romano nei  programmi di valorizzazione, del colore e di riqualificazione, ci siamo adoperati a far definire nei piani urbanistici (attualmente vigenti) l’area come zona sottoposta a vincolo, con unica possibilità di trasformazione in “parco residenziale ad alta efficienza energetica, comprensivo di un museo della pasta e di giardini attrezzati  per la collettività”. Le idee delle amministrazioni precedenti guardavano sì alla riqualificazione dell’area, ma principalmente salvaguardavano l’interesse generale della comunità” ricorda ancora Capolongo.

LA MALAFEDE – “È semplicemente ridicolo e in malafede, chi, invece di rispondere con argomenti seri alle accuse di “svendita” delle potenzialità urbanistiche dell’area ex pastificio Russo, rinvia a presunte responsabilità di “quelli di prima”. Il sindaco di oggi e quello immediatamente prima di lui, che “guidano” dal 2011, farebbero meglio a dire alla cittadinanza in 10 anni cosa hanno prodotto sulla questione. Niente. Hanno atteso e poi hanno fatto  il colpo a discapito della comunità e dei vincoli imposti dalle norme vigenti” chiarisce Capolongo.

RIQUALIFICAZIONE DI QUALITA’ – “Chi oggi si batte per bloccare questa operazione lo fa solo per evitare  di affossare il futuro di un’intera comunità. Qui non si è contro l’imprenditore che oggi con coraggio viene ad investire, ma riteniamo che la  riqualificazione di qualità  dell’ex area pastificio Russo debba avvenire attraverso la tutela del comparto edile/commerciale locale, dei patrimoni immobiliari dei singoli cittadini e nel rispetto ambientale e con il coinvolgimento dell’intera cittadinanza” continua l’ex assessore all’Urbanistica.

INVITO ALLE OPPOSIZIONI – “Un invito va rivolto alle forze di opposizione ed in particolare al consigliere Caccavale che porta avanti questa battaglia: visto che la maggioranza rifugge la trasparenza e la partecipazione, è compito delle opposizioni fare chiarezza sulla questione nell’unico luogo deputato a ciò, il consiglio comunale” conclude Capolongo.

 

 

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