Camorra, è morto il super boss della Nco Raffaele Cutolo

Il boss della camorra Raffaele Cutolo, dopo una lunga malattia, è morto nel reparto sanitario del carcere di Parma. Il fondatore nonché capo della Nuova Camorra Organizzata aveva 79 anni ed era il detenuto al 41bis più anziano. Nell’ultimo periodo Cutolo era stato più volte trasferito dal carcere al reparto ospedaliero:  soffriva di problemi respiratori, e a fine luglio dello scorso anno era stato trasferito dal penitenziario all’ospedale di Parma, nel reparto destinato ai detenuti. A giugno del 2020 il Tribunale di Sorveglianza di Bologna respinse il ricorso della difesa di Raffaele Cutolo (il suo legale è Gaetano Aufiero), per richiedere la detenzione domiciliare a causa dei problemi di salute. Il Tribunale considerò “trattabili in ambiente carcerario le patologie” di Cutolo. Nel respingere l’ultima istanza di differimento della pena, fatta dalla difesa del boss per le condizioni di salute, il tribunale aveva sottolineato, a giugno 2020, come le sue condizioni fossero compatibili con la detenzione. Ma soprattutto come, nonostante l’età, Cutolo fosse ancora un simbolo. “Si puo’ ritenere che la presenza di Raffaele Cutolo potrebbe rafforzare i gruppi criminali che si rifanno tuttora alla Nco, gruppi rispetto ai quali Cutolo ha mantenuto pienamente il carisma”, scrivevano i giudici. E subito proseguivano: “Nonostante l’età e la perdurante detenzione rappresenta un ‘simbolo’ per tutti quei gruppi criminali” che continuano a richiamarsi al suo nome. ‘O’professore’ di Ottaviano era detenuto perchè condannato in via definitiva a 14 ergastoli. Ritenuto responsabile di stagioni sanguinarie che vanno dalla fine degli anni ’70 alla fine degli anni ’80. Cutolo è stato giudicato colpevole anche degli omicidi dell’ex vicedirettore del carcere di Poggioreale Giuseppe Salvia e per il delitto di Marcello Torre, avvocato e sindaco di Pagani. Cutolo aveva una figlia di 13 anni, concepita attraverso l’inseminazione artificiale con autorizzazione ottenuta dal ministero di Giustizia nel 2001.

ROMANZO CRIMINALE – ‘O professore, nonostante abbia solo una licenza elementare, figlio di un mezzadro e di una lavandaia di Ottaviano,  Cutolo ha costruito la sua carriera criminale nella cornice di avventure romanzesche e forse romanzate. Poeta e duellante con la molletta dentro un carcere; pazzo per finta o per davvero; evaso dal manicomio giudiziario di Aversa; latitante, padre che vede l’unico figlio maschio ed erede ucciso dalla ‘ndrangheta; l’uomo che forse ha ispirato il celebre professore di Fabrizio De Andrè e probabilmente ha urinato sulle scarpe di Totò Riina come racconta un pentito; il boss che ha sposato nel carcere dell’Asinara una donna molto giovane e che poi l’ha resa madre con l’inseminazione artificiale, è morto a 79 anni con quattro ergastoli sulle spalle.  La “leggenda” di Cutolo nacque il 24 settembre 1963, quando il capoclan allora 22enne uccise durante una rissa Mario Viscito per un apprezzamento di troppo alla sorella Rosetta, la donna che lo ha affiancato anche anni dopo nella gestione del potere criminale. Prima fuggì, poi si costituì dopo due giorni e venne condannato all’ergastolo nel carcere di Napoli Poggioreale. Qui, in questo istituto di pena, emersero la sua personalità e il suo carisma, quando, nelle dinamiche di relazione dei detenuti, sfidò  duello il boss Antonio Spavone diventando il protettore di tutti i detenuti. Nel 1970 tornò libero per decorrenza termini ma venne di nuovo arrestato nel 1971 e di nuovo a Poggioreale fondò la Nuova camorra organizzata, un modello nuovo di clan, basato sui meccanismi piramidali (picciotto, camorrista, sgarrista, capozona e santista) della mafia siciliana e della ‘ndrangheta, con affiliazione attraverso rituali di ispirazione massonica e culto della personalità del capo. Soprattuttoo la Nco fu una concezione della criminalità organizzata ideologizzata, con un’ispirazione meridionalista e ribellista, dotata però anche di una capacità economica, tanto che Cutolo vuole accanto a sé un imprenditore, Alfonso Rosanova, capace di moltiplicare il denaro che proviene dagli affari illeciti.

FUGA E ARRESTO – Nel 1977 la Corte di Appello gli riconobbe l’infermità mentale che lo porterà nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa da cui evase l’anno dopo con una carica di nitroglicerina piazzata a squarciare le mura dell’edificio. Forte di rapporti con la malavita lombarda di Renato Vallanzasca e Francis Turatello e con la banda della Magliana, ‘O professore invase la Campania con fiumi di cocaina penetrando tutti i settori dell’economia regionale con la benedizione della politica ma la fu contrastato dal cartello della Nuova famiglia, alleanza messa in piedi dal clan Nuvoletta di Marano, in una faida che vide le strade del Napoletano bagnarsi dal sangue di decine di morti e feriti in agguati a ridosso degli anni Ottanta. Nel 1979 l’arresto ad Albanella, in pronvicia di Salerno in una maxi operazione dei carabinieri che, secondo i pentiti, lo salvarono dall’agguato delle cosche rivali. Nel 1980 Cutolo acquistò un castello, quello Mediceo di Ottaviano, pagato 270 milioni di lire alle vedova del principe Lancelotti di Lauro, confiscato nel 1991 e ora del Comune. Tre anni dopo sposò Immacolata Iannaccone nella chiesa di cala d’Oliva del carcere dell’Asinara.  Dal 1995 era al regime del carcere duro. La sua “storia” ha ispirato libri (il più celebre quello di Giuseppe Marrazzo), romanzi e perfino un film “Il Camorrista” con Ben Gazzara con la regia di Giuseppe Tornatore.

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