domenica, Maggio 26, 2024
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Business del sesso nel Napoletano, in cinque ai domiciliari

Un’organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione è stata scoperta dai carabinieri nell’area nord di Napoli. Al vertice due donne che smistavano i clienti in diverse abitazioni e organizzavano incontri curandone ogni aspetto. L’associazione tratteneva dalle ragazze sfruttate, le cui prestazioni erano pubblicizzate sul web, il 50% dei guadagni. Le indagini, svolte dai militari della tenenza di Melito di Napoli e coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli
Nord, hanno consentito di documentare l’attività del gruppo. Gli incontri avvenivano all’interno di abitazioni situate nelle province di Napoli e Caserta. Gli associati, ed in particolare le due donne, gestivano i proventi della prostituzione lasciando alle giovani donne che si prostituivano il 50% dei compensi ottenuti. Secondo quanto emerso dalle indagini ognuno dei partecipanti aveva compiti ben precisi, dall’adescamento dei clienti attraverso pubblicazione di annunci online fino al supporto tecnico alle prostitute per migliorare la visibilità sul web delle loro “offerte”. Fornivano addirittura indicazioni sulle tecniche di approccio telefonico più efficaci, con lo scopo di aumentare il numero delle “visite” presso le abitazioni. Sono cinque le persone, tutte residenti nei Comuni di Caivano e Giugliano in Campania, finite agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione condotta dai carabinieri di Melito. Devono rispondere del reato di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento, favoreggiamento ed agevolazione della prostituzione e, in concorso con altre nove persone a vario titolo coinvolte nelle indagini, per una pluralità di reati al fine del favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Le indagini sono iniziate a seguito di una segnalazione pervenuta nell’agosto 2019: si lamentava, a tutte le ore, uno strano via vai di persone. Gli accertamenti sono stati condotti anche attraverso intercettazioni audio e video, nonché mediante il monitoraggio delle autovetture utilizzate da alcuni indagati. E’ stato così ricostruito l’organigramma dell’intera organizzazione criminale dedita allo sfruttamento delle prostitute collocate all’interno di abitazioni situate nelle Province di Napoli e Caserta, precisamente nei Comuni di Melito di Napoli, Giugliano in Campania, Napoli, Aversa, Orta di Atella, Gricignano di Aversa. Tra le cinque persone destinatarie del provvedimento cautelare figurano in particolare due sorelle, una delle quali col ruolo di promotrice ed organizzatrice dell’associazione.

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