giovedì, Febbraio 22, 2024
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Palma Campania, inchiesta appalti: assunzioni in cambio di servizi superflui

Il sindaco di Palma Campania avrebbe garantito il proprio appoggio a imprenditori anche per avvantaggiarsi politicamente: è quanto viene ipotizzato nelle indagini dei carabinieri di Castello di Cisterna, coordinate dalla Procura di Nola, che oggi hanno portato agli arresti domiciliari il primo cittadino Nello Donnarumma. Il sindaco avrebbe chiesto assunzioni presso alcune ditte e in una nota catena di discount in cambio dell’affidamento di servizi e lavori definiti superflui in quanto già espletati dal comune stesso. In un’altra occasione il sindaco si sarebbe speso per un’assunzione nelle fila della polizia municipale di un agente indicato da uno degli imprenditori indagati.

Tra i servizi affidati grazie alla sua intercessione figura anche quello relativo all’elargizione dei buoni spesa per il Covid-19 (le indagini riguardano gli anni 2021 e 2022) e il servizio per i contributi per i canoni di locazione. Poi ci sono i servizi di pulizia e igiene ambientale e di guardiania dei locali del municipio e degli immobili comunali. Donnarumma, in cambio della promessa di varie elargizioni (per se e anche per altri) dal rappresentante di una nota catena di discount, si sarebbe adoperato per agevolare la futura realizzazione di un punto vendita in una zona commerciale del comune. Realizzazione poi compiuta malgrado un ricorso amministrativo nel quale si mettevano in luce una serie di carenze istruttorie e di incompatibilità. Il sindaco durante una seduta del consiglio comunale si sarebbe espresso in favore della delibera in questione, in cambio di una serie di assunzioni nel discount poi effettivamente concretizzatesi.

Tra gli appalti e l’attribuzione di servizi e lavori finiti nel mirino degli investigatori figura anche quello per la gestione dei social media, per pubblicizzare le attività del Comune di Palma Campania (5mila euro per il 2021). Poi c’è la gestione di un chiosco-bar in piazza la cui concessione sarebbe stata addomesticata in cambio di 20mila euro; un appalto da 250mila euro per la riqualificazione di una piazza, anche questa assegnata, secondo l’accisa, attraverso illeciti.

In relazione a quest’appalto si sarebbe concretizzato il reato di depistaggio di cui è accusata una dipendente comunale che, alla polizia giudiziaria, ha consegnato verbali opportunamente modificati per tutelare la sua posizione. Gli altri appalti oggetto di indagini riguardano il servizio di assistenza alla mensa scolastica (da oltre 34mila euro); i lavori di manutenzione delle aree verdi e dei viali comunali; lavori di adeguamento energetico in una scuola; lavori di miglioramento della viabilità urbana (da oltre 183mila euro); il servizio di elargizione dei buoni Covid-19, dei contributi per i canoni di locazione e il servizio di gestione dell’accreditamento degli operatori commerciali presso i quali usare i buoni spesa; il servizio di guardiania e vigilanza (da 20mila euro); adeguamento di spazi e aule per le attività didattiche di una scuola (da 178mila euro); dei servizi di carotaggio finalizzati alla bonifica di siti inquinati (da 185mila euro); dei servizi di pulizia e igiene dei locali municipali e tutta una serie di falsi come, per esempio, la sostituzione di atti per modificare l’arco temporale dell’affidamento di un determinato servizio.

Infine ci sono gli interventi e le pressioni che secondo carabinieri e procura avrebbero assicurato priorità alle ditte amiche anche per subappaltare – sempre illecitamente – la realizzazione di un parcheggio. (fonte Ansa)

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