domenica, Febbraio 25, 2024
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Parte imposta di soggiorno a Nola, l’Abbac protesta: “Napoli meno cara”

Domani 1 febbraio sarà in vigore a Nola l’imposta di soggiorno voluto dalla giunta bruniana guidata dal sindaco Carlo Buonauro.

Secondo quanto stabilito dall’esecutivo bruniano con la delibera numero 283 dello scorso 14 novembre per poter soggiornare a Nola si pagheranno 3 euro a persona al giorno per chi sarà ospite nelle strutture ricettive a 5 e 4 stelle, 2 euro per chi si fermerà in tutte le altre strutture, compresi i bed and breakfast.

Sono esenti dal pagamento dell’imposta di soggiorno: i minori fino al compimento del quattordicesimo anno di età; i soggetti che assistono i degenti ricoverati presso strutture sanitarie site nel territorio comunale, in ragione di un accompagnatore per paziente; i gruppi di pensionati organizzati da enti pubblici locali (cosiddetto turismo sociale) di età non inferiore a 65 anni, che soggiornano in strutture alberghiere di 1, 2 e 3 stelle; i soggetti ospiti del Comune di Nola nel caso di spese per pernottamento a carico
del Comune stesso; soggetti che alloggiano in strutture ricettive a seguito di provvedimenti adottati da autorità pubbliche per fronteggiare situazioni di emergenza conseguenti a eventi calamitosi o di natura straordinaria e per finalità di soccorso umanitario. L’esenzione non si applica nei mesi di giugno luglio e agosto. Pesanti le sanzioni: per l’omessa o infedele dichiarazione da parte del responsabile, si applica la sanzione amministrativa del 100 al 200% dell’importo dovuto.

Una situazione che ha provocato polemiche con l’opposizione consiliare e con l’Abbac . “Neanche Napoli, la città capoluogo che raggiunge il 60% dei flussi turistici della Campania, ha un’imposta di soggiorno che arriva fino a 30 giorni, il Comune di Nola torni su suoi passi, sospenda il balzello, e condivida un percorso virtuoso su questo tributo. L’imposizione avviata dal 1 gennaio, e con applicazione dal 1 febbraio, penalizza i tanti nostri operatori ricettivi che in questo periodo ospitano lavoratori e fuori sede, per i quali non è stata prevista alcuna esenzione – dice il presidente dell’associazione dei B&B, affittacamere case vacanze Agostino Ingenito- che nei giorni scorsi aveva inviato una nota formale all’amministrazione comunale in cui chiedeva chiarimenti”.

“Auspichiamo che il sindaco si renda conto che malgrado l’eccezionale unicità del territorio, la sua Nola non può essere paragonata ad altre località turistiche maggiori, nè può immaginare che in quanto ente  elevato al rango di comune turistico, possa pretendere cosi tanto in termini di giorni massimo di imposta e con quelle tariffe e senza tener conto della tipologia di flusso dei suoi ospiti e viaggiatori. I nostri associati affittacamere e bed and breakfast ci hanno segnalato di ritrovarsi in estrema difficoltà in quanto i pochi ospiti che hanno in questo periodo sono dei lavoratori, residenti fuori sede, e che l’obbligo di un’imposta di soggiorno anche per questo tipo di clientela, renderebbe complicato mantenere accordi per l’affitto di stanze”.

“Il Comune sospenda dunque la delibera di attuazione dell’imposta di soggiorno, effettui con noi associazione un’analisi complessiva delle problematiche, riveda tariffe e periodo di imposta e faccia un’analisi dell’effettiva consistenza ricettiva, anche verificando l’abusivismo ricettivo che insiste sul territorio, a tutto danno degli operatori onesti. Occorre un’azione di formazione ed informazione e siamo disposti ad offrire gratuitamente corsi di accompagnamento verso chi intende adeguarsi o svolgere attività regolare ma auspichiamo per il momento che l’amministrazione sospenda la delibera” conclude Agostino Ingenito

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