domenica, Marzo 3, 2024
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San Paolo Bel Sito, antichi mestieri: il maestro del legno Errico Sangermano

SAN PAOLO BEL SITO (Carlangelo Mauro) – Errico Sangermano, “maestro nelle arti del legno” è uno splendido ottantesettenne, che tanto ha amato e ama il suo paese – il Bel Sito di un tempo adesso bisognoso di cure per tirarlo su per le opere lasciate incompiute da varie istituzioni, Parco Archeologico, Museo La Vigna, Biblioteca – e che ha guadagnato questo appellativo sul campo, con tanti gli anni attività, fin da ragazzo. Numerose le bellissime opere disseminate in chiese (come presso il santuario di Liveri o della Madonna dell’Arco) e luoghi pubblici. Nel suo apprendistato si è formato alla bottega di Corrado Mastropasqua in Nola e con il maestro d’arte Pellegrino D’Auria. Negli anni ’60 lavora come modellista nella storica bottega di Paolino Vecchione.

L’arte dell’intaglio del legno ha una antica storia che nel nostro paese, San Paolo Bel Sito e ha trovato da più di mezzo secolo in Errico un punto di riferimento. Diverse foto, che ho potuto vedere, testimoniano dei giovani che negli anni passati andavano a bottega da lui, imparando anche il mestiere dell’arte dello stucco. Le opere di Errico Sangermano (ampia la documentazione fotografica visionata di statue, bassorilievi in stucco e in marmo, uccelli, delfini, teste di cavallo e altri animali intagliati in legno, decorazioni floreali, cornici di ogni forma, bastoni pastorali) riflettono da alcuni anni la sua fede cattolica, semplice, sincera.

Tale incrollabile credo si incarna nei suoi intarsi raffiguranti Cristo, la Madonna, la Sacra Famiglia, la Deposizione, soprattutto Padre Pio, per il quale il maestro ha una devozione particolare. Parecchie sue opere religiose sono, infatti, conservate a Pietralcina. Mi commuovo poi spesso a vedere, nella tante cornici intagliate di Sangermano, foto di persone da me conosciute, come il sacerdote don Vincenzo Vecchione, di recente scomparso, e di altri sanpaolesi. Segni di un mondo che ormai non esiste più. Quali altri botteghe sono rimaste Bel Sito? Quanti giovani  conoscono l’arte sublime del lavoro del legno? Nessuna; nessuno. Un misto di ammirazione e di rimpianto provo nel guardare la grande porta intagliata, con vari pannelli decorati, di quella che doveva essere la biblioteca bomunale in via Tommaso Vitale, con a ridosso la villa comunale, l’una e l’altra chiuse da anni e irrealizzate.

Nella case di amici ho visto specchiere, bellissimi tavoli, con volute intagliate, vetrinette di legno realizzate da Sangermano con l’ausilio di “mastro” Peppe Albano, il falegname che aveva bottega in piazza Santorelli. Anche io ne conservo esemplari e non potrei mai pensare di disfarmene. Il “buttare via” è la parola d’ordine dei nostri tempi volti al consumo, la parola d’ordine che vorrei consegnare a miei figli è: “ricordare”, oppure “conservare…”.

Vorrei concludere questo omaggio-ricordo con un rimando ad un’opera opera realizzata per il Comitato festeggiamenti in onore di SS. Maria Addolorata del 2023: una chitarra con al centro la Madonna; la luna guarda, da un lato, l’Addolorata con le sette spade, dall’altro, un vaso di fiori come offerta. La musica rappresenta infatti la gioia della festa (nel mondo contadino di una volta si aspettava con ansia le bande musicali che si esibivano poi in piazza: mio padre, Felice, me ne parlava spesso). Nel vaso, armoniosamente realizzato, una rosa come offerta che richiama Rosa, la figlia di Sangermano scomparsa prematuramente, ma anche ovviamente la “rosa mistica”, associata al culto della Madonna, simbolo di bellezza, candore, purezza.

 

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