lunedì, Aprile 22, 2024
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Protesta comitati pendolari Circum: “Tagli, disservizi e scelte ‘razziste'”

“Viaggiatori di serie A, B o C”: a denunciare questa classificazione, riferendosi alle linee vesuviane gestite dall’Ente Autonomo Volturno, sono Enzo Ciniglio, portavoce del gruppo Facebook “No al taglio dei treni della Circumvesuviana”, Salvatore Ferraro, portavoce del gruppo Facebook Circumvesuviana-Eav e Marcello Fabbrocini, presidente del comitato Cifariello Ets di Ottaviano.

In una nota sottolineano come “i pendolari della Circumvesuviana sono delusi e arrabbiati per i continui disservizi e per le scelte gestionali discriminatorie che, a secondo dei territori di appartenenza, catalogano i viaggiatori in fasce A, B o C”. Per questo i tre rappresentanti, attraverso una lettera aperta, si rivolgono ai vertici di “Regione, Città Metropolitana, prefetto e sindaci e per la prima volta anche all’arcivescovo di Napoli, perché diano ascolto alle nostre ragioni e intervengano per porre fine a queste scelte ‘razziste'”.

IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA:

Da oltre dieci anni, senza sosta, si susseguono tagli dell’offerta e aumento dei disservizi sulle linee ferroviarie della ex Circumvesuviana, attualmente gestite da Eav. Alle nostre proteste, rilievi e proposte, sono sempre seguite risposte monche o lunghi silenzi. Nessun cambio di marcia, nessuna modifica o integrazione, si è continuato con una gestione di tagli e discriminazioni. La mancanza di treni ha inasprito ancora di più tale scelta “razzista”, sacrificando tutte le altre linee a beneficio esclusivo di quella di Sorrento. La programmazione del servizio nel giorno di Pasqua, che ormai si proroga da sei anni, oltre ai recenti avvenimenti di San Giorgio a Cremano, ne è la conferma. La dirigenza Eav, inoltre, si prepara a nuovi tagli discriminatori da giugno a settembre, senza alcun rispetto per i territori, i viaggiatori e i pendolari molti dei quali pagano anticipatamente onerosi abbonamenti annuali, ed alle stesse tariffe di quelli di Sorrento. I paesi del Vesuviano interno e del Nolano cercano con orgoglio e sacrificio il rilancio, ma questa “ offerta di servizio” sempre più inadeguata della Circumvesuviana ne frena la crescita con un orario di esercizio che esclude la possibilità di arrivare a Napoli prima delle 7 e andar via dopo le 20; una mobilità ridotta che spesso porta a rifiutare proposte di lavoro o in alternativa costringe chi può, all’uso del mezzo privato con relativi aggravi di costi economici e ambientali. Eav non paga questo scippo di diritti, né il suo debito decennale, sia di tempo che economico, maturato dai viaggiatori, gode di impunità. Tutto ciò avviene con il silenzio complice delle istituzioni; quasi nessuno davvero si indigna, nessuno difende i cittadini della vasta area metropolitana servita dalla circumvesuviana, malgrado anche la nostra richiesta di aiuto, avallata dalla raccolta di migliaia di firme, presentata pubblicamente ai sindaci dei comuni interessati. Eppure quello che accade in Circumvesuviana non è certo solo colpa del fato, ma anche e soprattutto frutto di scelte gestionali. Chi ricopre una carica istituzionale, non può restare in silenzio davanti a scelte discriminatorie che catalogano i cittadini vesuviani in fasce A, B o C. Tutto questo è troppo. Noi, madri e padri di famiglia, che usiamo tutti i giorni la Circumvesuviana, negli anni attraverso ogni forma democratica, abbiamo cercato ascolto e il confronto, oggi siamo delusi e arrabbiati. Signori, guardate con occhi diversi la “Time Table” della Circumvesuviana. Provate a guardarla con gli occhi di chi ha riposto in voi fiducia e speranza in città vivibili e in una vita meno “distressing”. Il silenzio che ci circonda, ci spinge inevitabilmente ad alzare la voce ed a passare ad azioni forse più efficaci. Aiutateci ad avere accesso ai diritti e a rimanere nel solco della legalità e della democrazia.

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