sabato, Maggio 25, 2024
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Battibecco tra Provvisiero e Panagrosso, su presidente del consiglio e quote rosa è polemica a Cimitile

di Carmela Iovino

CIMITILE- Un breve Consiglio comunale quello tenutosi ieri pomeriggio nel Paese delle Basiliche Paleocristiane, anche se non sono comunque mancate le polemiche. Grande assente, ancora una volta, Massimo Scala, che dopo la sua pesante scelta di dimettersi dalla carica di assessore alle Politiche sociali sembra essere scomparso ormai dalla scena politica cimitilese. Unico oggetto di discussione la disciplina per la tariffa transitoria della Tares, la nuova tassa sui rifiuti e sui servizi indivisibili (legge 214/2011), e i termini del suo versamento per l’anno 2013, approvati a maggioranza. Mantenuta invariata, come ha spiegato l’assessore al Bilancio Angelo Miele, la tariffa base dell’anno precedente e stabilita l’aliquota minima prevista dallo Stato (0,30 euro per metro quadrato) per i servizi indivisibili (tutto ciò che concerne la gestione del suolo pubblico comunale), in attesa dell’approvazione del bilancio di previsione di fine anno, nel quale si deciderà l’importo del tributo in base alle effettive esigenze del Comune, come stabilito dal Governo centrale. Per quanto riguarda invece, chiarisce Miele, le modalità di pagamento dell’imposta, i contribuenti potranno scegliere tra due possibilità: quattro rate trimestrali o un’unica soluzione a giugno. “Una situazione ancora imprecisa e confusa” quella della nuova tassa secondo il sindaco Nunzio Provvisiero, che sottolinea l’eventualità che tali termini possano “cambiare”. La polemica, invece, scaturisce dal verbale, letto all’assemblea dal primo cittadino, di una recente “riunione informale” dei capigruppo di maggioranza e opposizione, convocata da Provvisiero per discutere sulla sollecitazione scritta ricevuta dalla minoranza circa la necessità di eleggere un nuovo Presidente del Consiglio comunale. Un atto, secondo l’opposizione, indispensabile per garantire uno svolgimento “imparziale” della seduta consiliare, per il quale il sindaco aveva preso “un impegno”, appena dopo le dimissioni di Vincenzo Tedeschi dall’incarico, che poi non ha più mantenuto. E il risultato della riunione, si evince dal verbale, è stato la “disponibilità” del primo cittadino verso “una scelta condivisa” sulla nomina in questione, a patto, però, che “ce ne siano le condizioni”; in caso contrario, invece, ha comunicato Provvisiero, “sceglierò in autonomia se eleggere un Presidente del Consiglio comunale o assumere in prima persona questa funzione”. La lettura del documento da parte del sindaco, però, è stata interrotta a un certo punto dal consigliere di minoranza Tommaso Panagrosso, che ha fatto notare al primo cittadino di aver omesso una parte della sua dichiarazione. Scoppia così la polemica tra i due: Panagrosso sostiene che “il sindaco non può decidere arbitrariamente cosa leggere e cosa non leggere di un verbale”, Provvisiero, dal canto suo, si difende spiegando che si trattava di “una questione diversa dall’argomento trattato nella riunione”, che, quindi, “non c’entrava” con la discussione. In disaccordo il consigliere d’opposizione, che rivela poi l’arcano passaggio omesso del verbale per dimostrarne la “continuità” con la questione del Presidente del Consiglio comunale: “Date le difficoltà di amministrazione dovute alla mancanza dell’assessorato alle Politiche sociali – spiega Panagrosso – avevo suggerito di ridare dignità all’amministrazione nominando per questo ruolo un assessore donna, esterno, competente e super partes”. Provvisiero, però, smorza la discussione, chiudendo il discorso, e la stessa seduta consiliare, con poche parole, che lasciano intendere una scarsa volontà di accogliere il suggerimento del collega consigliere: “Il numero di assessori da nominare, da tre a cinque, è a discrezione del sindaco”.

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