Museo della cartapesta, la cloaca maxima degli sprechi aspetta ancora i suoi gigli- FOTO

NOLA- Questa è la storia di un eterno incompiuto. Una storia che si dovrebbe raccontare ogni anno dopo la festa dei gigli. Appena posate le maestose “macchine” portate a spalla dai cullatori, guardando i rivestimenti, ci si dovrebbe chiedere: “Ma il museo della cartapesta?”. Il museo della cartapesta, che non esiste, si trova a poche centinaia di metri dal Duomo, in quella piazza d’Armi che è il ricettacolo delle brutture della città. E anche il museo è il collettore del brutto, sia per quella sua presenza amorfa lì dove ancora si vedono le belle tribune del vecchio stadio comunale, sia perché è una discarica a cielo aperto.

Il progetto del museo parte da lontano, anni 2003- 2004. I lavori iniziano ufficialmente il 10 aprile del 2008, con la posa della prima pietra, poi sono stati bloccati dalla soprintendenza. Infine la revoca del finanziamento (servono 8 milioni di euro) da parte della Regione Campania. Nel duemiladieci i lavori sono ripresi, per poi interrompersi lasciando lo scheletro della struttura in mezzo alla piazza, come un monumento allo squallore.

Inutili gli appelli, inutili le denunce alla procura per lo stato in cui versa quel sito, inutile chiedere conto alla Regione di quei fondi. Inutile pure rimpiangere il vecchio stadio. Attualmente la situazione è quella che descriviamo anche fotograficamente. Del mastodontico progetto /spazio espositivo multimediale, area verde, area archeologica preservata) non restano che le assi di legno lamellare che ancora aspettano il marmo, il vetro e l’acciaio del progetto finale , che prevedeva pure laboratori multimediali e didattici. Un bel sogno, di cui rimane solo una brutta ferita. Volendo tacere di ciò che è intorno.

 

 

 

 

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