venerdì, Febbraio 23, 2024
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Il villaggio preistorico sarà sepolto, a settembre i lavori. Poi un parco didattico

villaggio_esternoNOLA- Destino segnato per il villaggio dell’età del bronzo di via Croce del Papa. Le due capanne sommerse dalla lava del Vesuvio durante l’eruzione delle Pomici di Avellino, quattromila anni fa, i cui calchi sono arrivati fino ai giorni nostri devono essere interrate. Questa la decisione della Soprintendenza ai beni culturali che, vista l’inesorabile attività della falda acquifera sottostante che ha già sommerso l’area, ha stabilito che quello spaccato di preistoria torni ad essere protetto dalla terra. In base al progetto i reperti verranno sigillati con la sabbia con l’intervento di archeologi subacquei. Nelle prossime settimane, sicuramente a settembre, verrà allestito il cantiere per mettere in sicurezza le capanne: i lavori dureranno un anno. In seguito, sul terreno che coprirà le capanne, verranno ricostruite due abitazioni preistoriche gemelle a quelle sepolte ed un parco didattico. Un progetto molto simile a quello che si sta completando nella vicina San Paolo Bel Sito: capanne ricostruite, museo e parco didattico. Due aree archeologiche a distanza di un paio di chilometri che però raccontano gli albori della vita nell’area nolana con costruzioni riprodotte. Per San Paolo mancano ancora altri lavori, come lo scavo di una villa romana, il restauro di una masseria che diventerà museo e l’asfaltatura della stradina che porta alla zona.

Ad oggi, invece,  il villaggio preistorico di Nola è un sito chiuso ed abbandonato al degrado. Di pochi giorni fa la nostra inchiesta sulla presenza di rifiuti intorno al perimetro del prezioso sito archeologico (leggi qui)

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