“Immaturi” ma col diploma, Nola caput mundi dei diplomi facili

NOLA- Operazione “Immaturi”: questa mattina presso la Procura della Repubblica di Nola il procuratore capo Paolo Mancuso ha spiegato i dettagli dell’inchiesta che ha fatto parlare l’Italia intera. Quella sul presunto “diplomificio” “Luca Pacioli”, istituto paritario di via San Massimo 180 in cui in questi giorni si stanno svolgendo le prove scritte suppletive dell’esame di maturità. Prove cui hanno partecipato circa 500 studenti provenienti da tutta Italia. Anche stamane erano visibili i finanzieri all’esterno della struttura. La loro presenza era giustificata dalle indagini ordinate dalla Procura per verificare la regolarità delle prove. Il diploma delle persone arrivate a Nola sarebbe a rischio, molti di loro hanno ammesso di non avere mai frequentato. Dietro questo sistema, ha spiegato Mancuso, ci sarebbe stata una truffa: pur non frequentando la scuola, gli “allievi” ottenevano il titolo. Le tariffe andavano dai 3mila ai 10mila euro. Una storia nota da aprile, quando scattarono le prime ordinanze ed anche la sospensione delle attività didattiche (poi la sospensiva del provvedimento da parte del tar Lazio, che ha di fatto consentito lo svolgimento degli esami). Le accuse nei confronti di alcuni dei responsabili dell’istituto partitario sono di  concorso finalizzato al falso, alla corruzione, alla soppressione di atti pubblici  al fine di trarne profitto o altra utilità.

Intanto questa mattina le fiamme gialle hanno acquisito altra documentazione. L’inchiesta sembra destinata a non fermarsi qui mentre in altre province scoppiano scandali simili. In un’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania (Salerno), sono finiti agli  arresti domiciliari due fratelli titolari di istituti scolastici paritari di Laureana Cilento e Ceraso, già sottoposti a sequestro nel 2012 dalle Fiamme Gialle, obbligo di firma per altri sette tra coordinatori didattici, assistenti amministrativi e “procacciatori” di nuovi studenti provenienti da diverse Regioni d’Italia. I provvedimenti cautelare è stato emesso nell’ambito di un’indagine che ha portato alla luce le attività di un sodalizio capeggiato dai due fratelli, amministratori della società titolare delle parità scolastiche rilasciate dall’Ufficio Scolastico Regionale di Napoli per l’esercizio di Istituti per geometri e ragionieri.

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