giovedì, Giugno 20, 2024
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Incendio cereria, l’incredibile risposta dei vigili del fuoco ai cittadini: “Scappate da Nola”

incendio3di Bianca Bianco

NOLA/SAVIANO- “Pronto, abitiamo nei pressi della cereria che è andata a fuoco domenica. Esce ancora fumo, ci dite cosa fare?”. “”Scappate da Nola”. Questa la sconcertante risposta che due operatori del 115 hanno dato a due persone che abitano nei pressi di via Minichini e via Polveriera, in case ormai “intrise” del fumo maleodorante scaturito dal rogo. “Viviamo tappati in casa- ci racconta una signora- e nessuno ci dice cosa fare”. Va un pochino meglio per chi abita sul versante nolano: “Dipende da come tira il vento- dice uno studente che risiede in via Polveriera-, se siamo fortunati il puzzo non arriva, viceversa ci chiudiamo dentro”.

Da tre giorni la fabbrica di candele e ceri “Carlo Nappi” continua a fumare, da tre giorni centinaia di cittadini convivono con la nube nera che ha appestato quartieri ed appartamenti. Da tre giorni mancano le risposte. Ieri un comunicato del Comune di Saviano chiariva l’assenza di pericoli per la popolazione in base ai monitoraggi dell’Arpac di Avellino intervenuta sul posto (quella di Tufino non ha né mezzi né uomini). Oggi il Forum Ambiente Area nolana rilancia: “Siamo stati presso la sede tufinese dell’agenzia per l’ambiente. Al momento della visita era presente un solo impiegato amministrativo all’interno della struttura. Il dirigente Carmelo Lomazzo , contattato telefonicamente, ha affermato di non avere a disposizione i dati richiesti e che essi sono in possesso esclusivamente dei tecnici della sede di Avellino che stanno curando l’attività di monitoraggio. Inoltre, è stata sottolineata la mancanza di personale dovuta alla recente disposizione di servizio che impone ai tre tecnici della struttura di trasferirsi tre volte a settimana presso la sede di Napoli. Di fatto, in questo modo, viene meno per l’unità territoriale dell’area nolana ogni possibilità concreta di svolgere le proprie attività, nonostante sia passato appena un anno e mezzo dall’inaugurazione in pompa magna alla presenza dei sindaci della zona, dell’allora presidente della provincia di Napoli, Luigi Cesaro, del parlamentare Paolo Russo, degli assessori regionali Pasquale Sommese, Marcello Taglialatela ed Ermanno Russo, del consigliere regionale Carmine Sommese”.

“Ancora oggi, a quattro giorni dall’evento, non si hanno notizie certe sulla gravità dell’accaduto- continuano gli attivisti-  né tanto meno si conosce l’entità delle sostanze chimiche rilasciate nell’atmosfera e ricadute sul suolo tra abitazioni civili e campi coltivati. Le autorità competenti, a partire dai sindaci di Saviano e Nola, non hanno ritenuto opportuno diramare un comunicato ufficiale per fare chiarezza sulla situazione che desta particolare allarme nella popolazione”.

Il Forum Ambiente ha inoltrato richiesta ufficiale al direttore generale dell’Arpac Campania di avere pieno accesso a tutti i dati disponibili relativi all’analisi dell’aria e del suolo, oltre che conoscere la metodologia utilizzata per compiere l’indagine.

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