giovedì, Giugno 20, 2024
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Orrore a Roma, 17enne rischia vita dopo aborto clandestino

gravidanzaROMA- Una manciata di pasticche di pillole per l’ulcera e le indicazioni sulle tecniche per assumerle: una pratica pagata 50 euro. Il prezzo di un bambolotto. E’ il costo di un aborto clandestino. Era il cachet di una coppia di ‘dottor morte’ improvvisati, che a Roma garantivano interruzioni di gravidanze a qualsiasi mese. Il sospetto e’ che possa esserci la connivenza di qualcuno che procurava ricette o medicine. La coppia di nomadi romeni, di 30 e 29 anni, e’ stata arrestata a Roma dagli agenti del commissariato Lido dopo aver venduto pasticche ad una connazionale diciassettenne per farla abortire. La ragazza ha rischiato la vita a causa di una grave infezione. E’ proprio dalla sua vicenda che sembra esser stato scoperto l’ennesimo vaso di pandora, fatto di drammi femminili e madri mancate. Nel maggio scorso la ragazza, incinta al quarto mese, si era rivolta alla coppia per abortire e nascondere alla mamma quella gravidanza. Era fidanzata con un giovane piu’ grande e sua madre, che viveva con lei assieme alla nonna, non aveva mai accettato quella storia d’amore. Lui voleva quel bambino, ma alla fine hanno desistito e si sono rivolti agli ‘specialisti dell’aborto in nero’. E’ bastato raggiungere un casolare abbandonato tra via Nomentana e la Tiburtina. Qui viveva la coppia di romeni, che ha anche due figli. ”Vuoi abortire? Devi fare cosi’…”, le hanno detto. E dopo una serie di consigli e tecniche, come se fossero dei ginecologi, le hanno rifilato un blister di pasticche. Lei ha pagato 50 euro per le otto pillole del farmaco utilizzato per curare l’ulcera, e tutte le indicazioni per la loro assunzione. Ma la ragazza non aveva continuato nella cura dell’antibiotico dopo le pillole, perche’ allergica, e qualcosa non ha funzionato. Si e’ sentita male, ha espulso due feti gemelli morti, li ha sistemati in una vasca da bagno, nel sangue, ed ha scattato una foto con il cellulare. Poi li ha gettati in un cassonetto, e’ corsa in ospedale ed e’ stata ricoverata in prognosi riservata. Ha tentato di mentire ai medici, quelli veri, spiegando di essere stata sottoposta ad un aborto da un altro dottore. Per fortuna non e’ stata creduta e i sanitari hanno avvisato la polizia, che ha ricostruito tutta la vicenda arrivando a quel casolare dove si nascondeva la coppia. La vicenda potrebbe avere nuovi sviluppi svelando altri drammi. La coppia, a cui sono state sequestrate anche altre pasticche, era considerata un punto di riferimento per prostitute e donne disagiate, che potrebbero essersi rivolte a loro per altre interruzioni di gravidanze clandestine attraverso quelle tecniche. Pillole e suggerimenti per ‘cancellare’ feti e future madri nel silenzio.(ANSA).

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