Viadotto del terrore, la manovra disperata dell’autista

MONTEFORTE IRPINO – Era un fervido credente Ciro Lametta, 44 anni, l’autista dell’autobus che ieri sera, sull’autostrada A16, nei pressi di Monteforte Irpino, e’ precipitato nel vuoto da un viadotto. Quando accompagnava i pellegrini in gita non perdeva l’occasione per recitare il rosario insieme a loro. Al di la’ quanto stabiliranno le indagini sulle cause dell’incidente, a quanto e’ emerso, Ciro Lametta ha cercato di fare di tutto per fermare l’autobus anche se non ci sono segni di frenata sull’asfalto. Doveva essere sicuramente lucido per decidere di tentare di rallentare la corsa sulla barriera New Jersey di cemento la quale, invece, ha ceduto, facendo precipitare il pullman nella scarpata. Un tentativo estremo, disperato, inutile. A tracciarne un ricordo e’ il suo amico Vincenzo, che conosce bene da molto tempo la famiglia Lametta. Ciro lascia una moglie (dalla quale si stava separando) e due figlie di 13 e 16 anni. ”Era un professionista serio”, dice ancora Vincenzo. L’autista lavorava da anni nell’azienda di famiglia, gestita dal fratello Gennaro, che e’ presidente di Federnoleggio Confesercenti Napoli. Un’azienda fondata dal padre, molti anni fa, e poi ereditata dopo la sua morte, circa 30 anni fa. Da allora, i fratelli Lametta, si sono rimboccati le maniche e hanno iniziato a lavorare con devozione in questo settore. Distrutta l’anziana madre, a letto, con gravi problemi di salute. “Ha sempre lavorato in questo settore con grande professionalita’, – ribadisce Vincenzo – la sua e’ una famiglia credente e di grande valore umano”. Il fratello Gennaro, che e’ distrutto dal dolore, ha accusato dei malori quando gli e’ stata comunicata la tragica notizia. E’ stato costretto a recarsi in ospedale. Li’, al Cardarelli, e’ stato raggiunto dagli amici che non gli hanno fatto mancare il loro conforto. “Sono morto anche io”, ha detto quando li ha visti. “Avrei voluto esserci anch’io su quell’autobus”. “Malgrado le difficolta’ che sta vivendo il settore dei bus operator, l’azienda Lametta era precisissima e scrupolosa negli interventi di manutenzione sui pullman”, dice ancora l’amico di Ciro. “E’ gente seria la famiglia Lametta”, conclude con un filo di voce Vincenzo. Il corpo di Lametta e’ ora nella sala mortuaria dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino, in attesa dell’autopsia prevista nelle prossime ore. L’intervento dovra’ chiarire se l’uomo sia stato vittima di un malore. Un’ipotesi che al momento appare poco plausibile vista la manovra con cui ha tentato il salvataggio.  (Ansa)

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