Boom di presenze a Ferragosto, la riscoperta della foresta demaniale- photogallery

di Nello Lauro

ROCCARAINOLA- Lontani dalla pazza folla. E magari dalla canicola. Ma, senza pinne, fucile e occhiali. Una fuga dalla città dal gusto antico, nella natura selvaggia e protetta, con un cestino, una macchina fotografica e un binocolo, senza dimenticare un bastone. Ieri, ferragosto, è stata aperta dalle 10 alle 17 (come ogni domenica fino al 30 settembre) la foresta demaniale di Roccarainola. Un luogo – al confine tra le province di Napoli, Caserta, Avellino e Benevento – che incanta con i suoi sentieri tracciati dal tempo e dalla natura e che consente di esplorare itinerari con la meraviglia di vedute inaspettate, che spaziano dai monti dell’Appennino fino al Golfo di Napoli ed alle isole. Situata integralmente nell’omonimo comune di Roccarainola, all’interno del territorio dell’antica Abella, da sempre un’area di incontro di diversi popoli e culture, la foresta, con la sua flora e la sua fauna, è riuscita a conservare sostanzialmente inalterati i suoi 900 ettari e le sue 100mila piante. Una foresta dei sogni che si divide in 13 spettacolari percorsi (bassa, media e alta difficoltà) da vivere a piedi o con la mountain bike: una full immersion nella natura con diverse aree pic-nic, attrezzate con tavoli e barbecue che consentono soste nei luoghi panoramici. Salendo dalla collina di Roccarainola le case lasciano il posto alla natura e i campi coltivati vengono sostituiti dai boschi di castagni e ontani napoletani cui si aggiungono il cerro, la roverella, il leccio e il carpino, che, assieme a rosmarino, lentisco, rosa canina e ginestra, la tipica macchia mediterranea, costituiscono la componente vegetale dominante all’interno della foresta. Ad altezze superiori si incontrano anche il nocciolo selvatico e il faggio, con esemplari vecchi di 300 anni, a riprova delle ottime condizioni dell’ecosistema della foresta. All’ombra degli alberi, nascosti dalle felci e dai cespugli di biancospino, trovano rifugio il tasso e il riccio, la volpe e il cinghiale, che condividono la foresta assieme alla vipera e alla biscia e ad una grande varietà di uccelli (con 9 specie protette), tra cui si distinguono alcuni esemplari di poiana e una colonia di falchi pellegrini che vive isolata sul Monte Fellino. È questa un’area distaccata dal corpo principale della foresta e la sua vegetazione, pur risultando fortemente involuta a causa dei frequenti incendi estivi, conserva ottime potenzialità di recupero, come dimostrano il resistere di un’area boscata con roverella e cerro e la presenza della stessa colonia di falchi. Alla Foresta demaniale di Roccarainola appartiene anche il Vivaio Costa Grande, importante sito per la coltivazione di essenze da destinare al rimboschimento e alla salvaguardia della biodiversità delle specie vegetali regionali. Ogni anno vi vengono prodotte circa 100mila piante, che vanno a costituire una grande risorsa ambientale utilizzata per il ripristino della flora locale.

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