venerdì, Maggio 31, 2024
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Omicidio Miele, l’amministrazione di Baiano si difende: “Non siamo omertosi”

Franco Scotto (a sinistra) con il sindaco Enrico Montanaro
Franco Scotto (a sinistra) con il sindaco Enrico Montanaro

di Bianca Bianco

BAIANO- «Non siamo un paese omertoso». L’amministrazione comunale di Baiano rispedisce al mittente le accuse di «omertà» e di «impreparazione» lanciate dall’associazione locale «Gruppo Maio» all’indomani dell’omicidio di Fortunato Miele. Accuse dure rivolte soprattutto alla gestione mediatica (e non solo) della vicenda che ha sconvolto la comunità, l’esecuzione in pieno giorno ed in centro dell’imprenditore baianese, ucciso da due sicari in via Libertà mercoledì scorso.
Il paese è ancora scosso per quanto accaduto, ed è ancora presto per avere risultati dalle indagini in corso sul misterioso agguato; aspettando la verità sull’episodio, ci si interroga su uno dei fatti di sangue più efferati registrati da venti anni a questa parte a Baiano. Un omicidio che «ha spezzato la calma apparente del nostro paese- scrivono gli attivisti del Gruppo Maio – Un cataclisma che avrebbe richiesto azioni altrettanto straordinarie da parte delle istituzioni, locali e non». L’accusa, rivolta anche alle istituzioni religiose, è quella di avere dimostrato in questa vicenda «l’impreparazione e il pressappochismo», di non avere saputo dare risposte che andassero oltre il «buonismo di circostanza». Poi l’attacco frontale: «L’unica cosa davvero da “ammazzare” qui è la paura, è l’omertà, è l’indifferenza e non vivere più gli spazi pubblici o a lasciarli vivere a chi li ha monopolizzati per anni». Parole che sono state mal digerite dal delegato alla Cultura Francesco Scotto, coordinatore del circolo cittadino del Partito democratico e tra i fondatori di “Baiano civica”, lista che ha vinto le elezioni l’anno scorso: «Trovo fuori luogo parlare di omertà. Gli omertosi sono collusi. Il gruppo Maio dovrebbe spiegarci dove c’è stata omertà, dove hanno riscontrato collusione». Tra le critiche mosse all’esecutivo guidato dal sindaco Enrico Montanaro, quella di non avere interrotto i festeggiamenti per Santo Stefano previsti proprio la sera del delitto: «Non volevamo creare santi ed eroi perché in questa storia non ci sono santi né eroi- spiega Scotto-. C’è solo una verità, che è quella che verrà dalle indagini. Sbaglia chi crede che non ci stiamo interrogando. Lo facciamo partendo però dalla consapevolezza che il nostro territorio non è marcio. Noi non siamo malavitosi».

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