Verbale di Schiavone, Manfredi (Pd) chiese desecretazione: “Risposta alla paura dei cittadini”

 

Il deputato Pd Massimiliano Manfredi

Il deputato Pd Massimiliano Manfredi

NOLA- Il verbale choc di Carmine Schiavone, pentito del clan dei Casalesi, sta facendo il giro del mondo. Le dichiarazioni rese dinanzi la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie nel 1997 rimbalzano da giornale a giornale, da sito a sito. Le sue dichiarazioni sugli sversamenti di rifiuti tossici e fanghi nucleari nelle campagne del Casertano, finanche nel Sannio e nel lago di Lucrino, sono consultabili dopo che la Camera dei deputati ha tolto dai documenti il segreto di Stato. La desecretazione dei documenti della Commissione relativi al pentito Schiavone fu chiesta lo scorso settembre  dal deputato nolano Massimiliano Manfredi firmatario con il presidente della Commissione Ambiente Ermete Realacci di un’interrogazione, rivolta al ministero dell’Ambiente, in cui chiedeva appunto di verificare i contenuti delle recenti dichiarazioni del pentito di camorra sul traffico illecito di rifiuti al Sud. “Le Camere tolgano il segreto di Stato sulle audizioni del pentito Schiavone” dichiarava a settembre Manfredi.  “Le parole di questo ex boss dei casalesi hanno alimentato preoccupazioni già fortissime sulle attività di smaltimento illecito di rifiuti tossici rimaste nascoste negli ultimi venti anni”.

Basta col segreto di Stato, si faccia luce sulle rivelazioni di Schiavone e si diano risposte ai cittadini. A due mesi dalla interrogazione Manfredi e Realacci hanno avuto ascolto. Oggi quel documento è visibile e scaricabile, lo abbiamo proposto anche noi de ilgiornalelocale ieri e lo riproponiamo oggi per quanti non lo avessero ancora visionato.

Il verbale: schiavone

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