Acqua non potabile, emergenza anche a Quindici: sorgente torbida

acquadi Bianca Bianco (Il Mattino)
Salgono a quattro i Comuni in cui non si può bere acqua. Dopo Quadrelle, Sirignano e Mugnano del Cardinale, l’Alto Calore impone lo stop anche a Quindici. Nella cittadina del Vallo di Lauro che sta rivivendo la paura della frana, pioggia e smottamenti  oltre ad alimentare il timore dei cittadini e la preoccupazione delle istituzioni causano anche problemi alla sorgente che rifornisce la rete idrica.
Pure nel paese amministrato dal sindaco Liberato Santaniello, dunque, così come nei tre paesi del Mandamento, la società partecipata impone in via precauzionale al Comune di emanare l’ordinanza che vieta il consumo di acqua del rubinetto in attesa che le analisi dimostrino la potabilità del liquido.
A Quindici il problema è sorto nella sorgente “Bocca dell’Acqua” (che ha lo stesso nome di quella inquinata a Sirignano), che  risulta,  in base alle prime analisi della società idrica,  torbida per la presenza di sedimenti sabbiosi.
Mentre si impone la sospensione del consumo di acqua nel paese del Vallo,  nelle comunità mandamentali l’Alto Calore non scioglie ancora il divieto e restano quindi vigenti le ordinanze sindacali fino a quando non saranno rese note le analisi. Non rientra quindi l’emergenza idrica, anzi si amplia con il caso di Quindici.
In tutto sono circa quindicimila i cittadini che in queste ore stanno vivendo il disagio di non potere usare acqua del rubinetto; un disagio comunque limitato, visto il già ampio consumo di acqua minerale e le rassicurazioni sul costante monitoraggio delle fonti e degli acquedotti da parte degli addetti ai lavori.
Il sindaco di Sirignano Raffaele Colucci minimizza: “Finora la situazione è sotto controllo e non c’è nessun allarme, né da parte della mia amministrazione né da parte dei cittadini. I problemi di infiltrazione nella nostra sorgente si sono verificati altre volte e sono causati da irrilevanti smottamenti. E’ bene che sia stato imposto il divieto di consumo, ma siamo tranquilli”. Tranquillità condivisa dagli altri sindaci coinvolti.
Mentre i cittadini continuano comunque a fare scorta di acqua imbottigliata, la task force creata da Alto Calore e Azienda sanitaria locale continua il lavoro di monitoraggio e controllo.
I tecnici della spa nei giorni scorsi hanno effettuato dei prelievi, prima a Sirignano e in seguito a Quindici, rilevando la presenza di intorbidamento delle sorgenti che poteva potenzialmente compromettere la rete idrica dei paesi distribuendo acqua “sporca”. I campioni sono ora nei laboratori dell’Asl che entro questa sera dovrebbero far conoscere l’esito sulla presenza di batteri.
Rassicurante il presidente dell’Alto Calore Lello De Stefano che da due giorni coordina la task force di dirigenti che sta seguendo passo passo la situazione nel Baianese e nel Vallo di Lauro: “Il liquido distribuito dai rubinetti delle abitazioni in quelle zone non è torbido, a dimostrazione che la nostra azione di prevenzione è stata utile. Dopo i nostri prelievi e le nostre prime analisi abbiamo traferito i campioni all’azienda sanitaria competente a certificare che l’acqua è potabile. Un passaggio necessario e di garanzia della bontà delle nostre sorgenti”. Prima di revocare le ordinanze i primi cittadini dovranno attendere il placet del gestore del servizio idrico. Solo allora si potrà dichiarare chiusa l’emergenza.
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