sabato, Maggio 25, 2024
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Strisce blu a Cicciano, la lettera di Anna Maria: Sindaco, ferisci una città già morente

striscebluCICCIANO- Settimana difficile per i commercianti dell’ex città della pasta, alle prese tra consensi e polemiche con una rivoluzione nella viabilità: la predisposizione delle strisce blu. Un cambiamento che alcuni hanno accolto favorevolmente, perché risolverebbe alla radice il problema della sosta selvaggia, ed altri hanno contestato perché affosserebbe gli affari dei negozi e delle tante attività che costellano il centro della cittadina.

Una delle commercianti ciccianesi che sta affrontando questa rivoluzione ha scritto una lettera aperta al sindaco Arvonio, decidendo di diffonderla attraverso il nostro quotidiano on line. Una lettera garbata ma forte e a tratti dolorosa, in cui la giovane Anna Maria Vacchiano spiega le difficoltà e gli ostacoli che oggi incontra chi decide di restare a lavorare a Cicciano e di investire nel commercio locale. Una condizione precaria su cui, dice Anna Maria, pesa anche la scelta di attivare le strisce blu. Scrive: “Ormai in paese non si fa che parlare dell’ultimo provvedimento che è stato preso dalla tua amministrazione, quello del parcheggio a pagamento e di queste maledette strisce blu che hanno invaso tutto le strade senza criterio (a opinione di tutti). In base a quale ragionamento avete stabilito di prendere questa iniziativa? Secondo quali obiettivi? Se lo scopo era quello di migliorare la viabilità direi che ci siete riusciti visto che ormai le strade sono praticamente deserte, ma ciò è andato a discapito di tutti i cittadini che ne stanno pagando le conseguenze. È giusto ingrassare le casse dell’amministrazione quando la cittadinanza è in crisi? Ho fatto un giro in paese in questi giorni, ho chiesto l’opinione di negozianti e persone comuni e nessuno era entusiasta. Si è andati contro un’economia già di per sé precaria e le poche attività ancora aperte hanno visto diminuire i loro profitti al minimo storico, e questo in soli pochi giorni dall’entrata in vigore dei parcheggi a pagamento”. 

Questa la missiva integrale:

Egregio sindaco, caro Raffaele,

Mi permetta di parlare dandole del tu, come si fa con un caro amico, con un proprio pari, con uno della mia stessa generazione. Vivo a Cicciano da quando sono nata (sono poco più giovane di te), e sto assistendo al lento declino del mio paese, in cui anche la tua amministrazione è coinvolta negli ultimi tempi.

La mia non vuole essere una protesta, (immagino che in questo periodo tu ne sia sommerso), ma vuole essere una semplice presa di coscienza, un tentativo, magari, di spalancare gli occhi sulla realtà che stiamo costruendo nel nostro piccolo comune.

Qual è il futuro che stiamo dando al nostro paese?

Tempo fa ho avuto l’occasione di lasciare Cicciano e di iniziare una vita altrove, ma il richiamo della mia terra è stato troppo forte e, alla fine, sono rimasta qui; qui dove sono cresciuta con i miei familiari, con gli amici, qui dove ho casa, dove ho trovato l’amore, dove spero ancora di poter trovare lavoro un giorno e costruirmi una famiglia, ma mi accorgo che le cose sono molto diverse da come le immaginavo.

Gli ultimi provvedimenti che ha preso la tua amministrazione sta letteralmente affossando un paese che è già sull’orlo di un precipizio, e più cerchiamo di rimanere aggrappati, più ci trascinate giù…

Dove è finito quello spirito di innovazione che aveva caratterizzato la tua campagna elettorale e quella dei tuoi collaboratori? Io, come molti concittadini, abbiamo contribuito alla tua nomina di sindaco di questo paese, mossi dal desiderio di cambiamento, dalla voglia di ridare vita alla nostra terra, ma le cose sembrano non andare esattamente così. Come lessi una volta in un libro, quando si tratta di politica, “tutto cambia, perché tutto resti com’è”… e in fondo questo è successo…

Cicciano sta andando in declino e tutti se ne accorgono tratte te: le attività chiudono giorno dopo giorno, sommerse dalle tasse, dalla crisi che ha colpito un po’ tutti e tante famiglie si ritrovano per strada a mendicare un lavoro, a sperare nella provvidenza. Ma voi cosa fate per sostenerci?

Ormai in paese non si fa che parlare dell’ultimo provvedimento che è stato preso dalla tua amministrazione, quello del parcheggio a pagamento e di queste maledette strisce blu che hanno invaso tutto le strade senza criterio (a opinione di tutti). In base a quale ragionamento avete stabilito di prendere questa iniziativa? Secondo quali obiettivi? Se lo scopo era quello di migliorare la viabilità direi che ci siete riusciti visto che ormai le strade sono praticamente deserte, ma ciò è andato a discapito di tutti i cittadini che ne stanno pagando le conseguenze. È giusto ingrassare le casse dell’amministrazione quando la cittadinanza è in crisi? Ho fatto un giro in paese in questi giorni, ho chiesto l’opinione di negozianti e persone comuni e nessuno era entusiasta. Si è andati contro un’economia già di per sé precaria e le poche attività ancora aperte hanno visto diminuire i loro profitti al minimo storico, e questo in soli pochi giorni dall’entrata in vigore dei parcheggi a pagamento.

Sono altri i modi per contribuire allo sviluppo del paese, non l’imposizione di un ulteriore tassa che è stata, si, “imposta” alla cittadinanza senza che potesse esprimere la propria opinione al riguardo o che fosse presa in considerazione….

Sei un figlio di questo paese come me, come tanti altri, e hai avuto l’opportunità di cambiarne il destino in meglio, ma cosa è successo? O il potere cambia a tal punto le persone da fregartene di tutto il resto e occuparti solo del tuo tornaconto personale? In pochi mesi della tua amministrazione, sei riuscito a metterti contro la quasi totalità della cittadinanza. Ciò non ti fa aprire gli occhi? Non ti fa pensare che forse state sbagliando nel modo di agire e non state facendo il meglio per la comunità? Dov’è finita quell’integrità tanto decantata?

Si stringe sempre di più il cappio intorno a un’economia che è già alla deriva e di qui a poco il paese si spopolerà, i pochi giovani rimasti lo abbandoneranno in cerca di un futuro altrove e Cicciano sarà morto, schiacciato da una pressione che non è riuscito a sopportare.

Perciò, caro Raffaele, se hai ancora a cuore il destino di coloro che hanno creduto in te, che ti hanno affidato ciò che avevano di più caro, se vuoi ancora dare un futuro migliore ai tuoi figli che ti chiedono di ascoltarli, non lasciare inascoltate le loro preghiere…perché tu possa essere ricordato, un domani, come colui che ci ha salvato…e non che ci ha spinto alla gogna…  

Anna Maria Vacchiano*

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