Camorra, Cassazione annulla la condanna di Giugliano: era accusato di racket nel Nolano

Nino Giugliano

Nino Giugliano

NOLA- La Seconda sezione della Corte di Cassazione ha annullato la condanna per estorsione a carico di Carmine “Nino” Giugliano, presunto capozona del clan Cava nel Nolano e nella città di Nola e a Piazzolla. Il giudice per le udienze preliminari presso il Tribunale di Napoli aveva condannato Giugliano, imparentato con il boss Biagio Cava, ad otto anni perché autore di quattro estorsioni con l’aggravante del metodo mafioso. La condanna era stata poi ridimensionata a sei anni e otto mesi in appello. Ieri, secondo quanto riporta il “Quotidiano del Sud”,  la Cassazione l’ha annullata.

Secondo gli inquirenti Giugliano avrebbe ordinato l’incendio dei mezzi di una ditta di autotreni piazzollese, proprio a scopo intimidatorio ed estorsivo. “Inguaiato” dalla denuncia dell’imprenditore vittima del racket e di alcuni pentiti, tra cui Marcello Di Domenico, fu arrestato. Ora la svolta giudiziaria dinanzi la Suprema corte.

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