Camorra, estorsioni a impresa: in cella ‘o bersagliere

Somma Vesuviano

Giovanni D’Avino

SOMMA VESUVIANA- Tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, arrestato Giovanni D’Avino detto ‘o bersagliere, 57enne di Somma Vesuviana. L’uomo è stato arrestato su richiesta della Direzione antimafia e della Procura di Napoli. Secondo le indagini, nel 2003 avrebbe chiesto somme di denaro da un imprenditore e sarebbe stato incastrato dalle videocamere di sorveglianza poste all’interno dell’impresa. Quabndo avrebbe compiuto l’illecito, D’Avino era stato da poco scarcerato per decorrenza dei termini ed aveva solo l’obbligo di presentazione in caserma. Subito dopo avere tentato l’estorsione ha violato anche la misura della presentazione e si è reso irreperibile fino a quando è stato catturato il 7 febbraio 2014 dopo circa due mesi di latitanza.

Secondo la Procura napoletana, la tentata estorsione non è altro che l’affermazione, da parte di D’Avino, della supremazia camorristica sul territorio della città di Somma Vesuviana dopo il disfacimento del clan Sarno. Una volontà di imporre il proprio sodalizio confermato in alcune dichiarazioni di collaboratori di giustizia; Giovanni D’Avino è infatti il cugino di Fiore D’Avino, poi pentitosi, un tempo boss della costola sommese della Nuova famiglia di Carmine Alfieri.

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