Truffa alla Siae, canzoni senza pagare i diritti: 9 indagati

CASTELLAMMARE DI STABIA – Un giro di mazzette a danno della Siae: su questo stanno lavorando i magistrati della Procura della Repubblica di Torre Annunziata e i finanzieri di Massa Lubrense che ieri hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini a nove persone ritenute responsabili della maxi-truffa. Si tratta di cinque tra ex accertatori e mandatari della Siae, più quattro tra albergatori e musicisti. Le ipotesi di reato formulate dai pm a loro carico vanno dalla corruzione al peculato, dall’abuso d’ufficio al falso ideologico e alla rivelazione del segreto. A due dipendenti infedeli della Siae sono stati sequestrati beni per due milioni di euro ritenuti provento delle attività illecite. Secondo i magistrati, il raggiro era articolato in maniera molto semplice. Una volta incassata la tariffa Siae dal festeggiato di turno, i titolari delle strutture ricettive o i musicisti avvisavano l’accertatore di zona che si presentava durante la cerimonia per simulare un controllo. Pochi minuti dopo, però, intascava la mazzetta. Quando non era possibile riscuotere personalmente il prezzo della corruzione, la “bustarella” era consegnata al musicista che poi provvedeva a girarla agli accertatori infedeli. Risultato? Alla Siae non veniva versata la tariffa prevista dalla legge. L’avviso di conclusione delle indagini e il maxi-sequestro di stamani concludono un’inchiesta cominciata nell’agosto 2012 con la perquisizione degli uffici della Siae di Castellammare e Sorrento, ma anche di note discoteche e strutture ricettive della penisola sorrentina e dei monti Lattari. Nel maggio 2013 l’indagine aveva portato all’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di altrettanti accertatori infedeli della Siae.

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