Bollettini postali per i sacramenti, ira del vescovo di Nola: pettegolezzi di basso livello

Il vescovo Beniamino Depalma

Il vescovo Beniamino Depalma

POMIGLIANO- Nelle ultime settimane, nella città di Pomigliano, sono apparse su manifesti a muro e sui social network affermazioni contro i parroci di San Felice in pincis. Parole che la Curia di Nola definisce “violente e offensive, accuse gratuite e cattive”. I manifesti e i post riguardano i bollettini postali consegnati dai parroci della chiesa San Felice in Pincis ai promessi sposi per ricevere il sacramento matrimoniale. Una novità introdotta, afferma padre Beniamino “per difendere la trasparenza”.

“Esprimo la totale solidarietà e vicinanza ai sacerdoti coinvolti- afferma il vescovo- vittime di un attacco ingiustificato. Allo stesso tempo auspico che le autorità preposte alla vigilanza sul decoro pubblico facciano quanto in loro potere per far sparire dai muri delle città e dai social network termini e giudizi che vanno aldilà di ogni ragionevole diritto di critica. Quanto sta accadendo è semplicemente disgustoso per una città civile”.

La prassi pastorale di San Felice in pincis di ricevere le offerte per i sacramenti tramite un bollettino postale è stata assunta diversi anni fa, ricorda il presule, dal Consiglio pastorale della parrocchia, ovvero da quell’organismo, composto da sacerdoti e laici, che ha come compito l’indirizzo delle attività comunitarie: “È stata dunque una decisione presa insieme dai parroci e dai laici della comunità. In quella sede è stata fatta questa valutazione, che può essere oggetto di dibattito ma non certo di basse insinuazioni: da un lato i bollettini postali consentono la deducibilità delle offerte alle stesse persone che danno un contributo; dall’altro lato, essendo tracciabili, i bollettini garantiscono la massima trasparenza dei conti parrocchiali. Questi sono i fatti. Il resto è pettegolezzo di bassissimo livello”.

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