Caso Vaclav, i tre minori sono tornati a casa. Il senzatetto: “Ho paura di tornare a Nola”

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NOLA- (Bianca Bianco e Nello Lauro) Sono tornati a casa i tre minorenni accusati di tentato omicidio per il brutale pestaggio di Vaclav Briza. Il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale dei Minori Angela Draetta, dopo avere ascoltato i giovanissimi indagati nel corso dell’interrogatorio di garanzia, ha disposto una gradazione della misura cautelare. Dal 14 maggio si trovavano presso il Centro di Prima accoglienza di Nisida, ora sono tornati presso le loro abitazioni sotto la custodia dei genitori e sempre seguiti da un assistente sociale nominato dal Tribunale minorile. Per i giovani sono state proposte comunque prescrizioni restrittive, solo uno sinora ha potuto fare ritorno a scuola, inoltre non possono uscire di casa.

Il provvedimento del gip Draetta risponde positivamente alle richieste dei difensori che, puntando anche sul presunto sincero pentimento dei giovani e sull’assenza di precedenti, avevano chiesto che potessero fare ritorno a Nola dove tutti e tre vivono. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia presentarono e fecero allegare anche agli atti una lettera scritta durante la permanenza a Nisida in cui chiedono perdono al senzatetto ceco pestato a sangue la notte del 17 marzo ed alla città di Nola.

Mentre i più giovani del ‘branco’ che lo ha massacrato tornano a casa, Vaclav si trova in una comunità del Casertano dove cerca lentamente e dolorosamente di recuperare la funzionalità di gambe e braccia e prova soprattutto a recuperare il proprio equilibro. Vaclav è stato intervistato dalla trasmissione “Chi l’ha visto” nel corso dell’ultima puntata di ieri sera. Il 39enne ha ammesso dinanzi alle telecamere di avere “paura di tornare a Nola”. Ha paura di essere nuovamente aggredito e di dovere subire quello che i sei aggressori gli hanno fatto in una folle notte di marzo. Una notte su cui ci sono ancora molti aspetti da chiarire.

 

 

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