Avella, giovane militare dell’Esercito si toglie la vita

AVELLA- (Il Mattino) Un gesto estremo, disperato e incomprensibile. Natalino A., 24 anni, di Avella, ieri si è suicidato impiccandosi nel terreno di famiglia in via Tora. Le cause di una decisione senza ritorno sono apparentemente avvolte nel mistero. Giovane e pieno di vita, entusiasta del suo lavoro nell’Esercito e innamorato della sua fidanzata, Natalino pare non abbia lasciato lettere o messaggi che spieghino i motivi della sua scelta. Erano le 20,30 di ieri quando il papà del ventiquattrenne ha cominciato a preoccuparsi perché, dopo diverse ore da quando il figlio era uscito di casa, non lo aveva visto ancora rientrare. L’istinto lo ha condotto nel fondo agricolo di famiglia in via Tora, una strada di campagna in cui vi sono sporadiche abitazioni, traversa dell’arteria che conduce al Fusaro. Una volta arrivato nella sua proprietà, dinanzi l’uomo si è parata la straziante scena del figlio impiccato  con una corda sotto uno degli alberi. Da lì’ è partito il disperato tentativo di salvare la vita del giovane, che respirava ancora.
Sul posto sono arrivati in pochissimi minuti i sanitari del 118 che hanno cercato di rianimare il ragazzo per circa venti minuti anche attraverso l’uso di un defribillatore. Tentativi disperati ma vani.
 Intorno alle 21,30 il giovane è stato dichiarato morto, nessuna incertezza sulle cause del decesso mentre è mistero sui motivi che hanno spinto un 24enne prestante e sempre sorridente, apparentemente sereno, a togliersi la vita.
Ai primi di marzo Natalino era tornato ad Avella dopo tre mesi trascorsi presso l’85esimo Reggimento addestramento volontari (R.a.v.) di Verona, un raggruppamento dell’Esercito italiano che ha sede nella provincia veronese, a Montorio, fondato nel 1884 e considerato uno dei poli addestrativi migliori e più prestigiosi d’Italia. Un reparto formativo che ha come motto quel “Combattere da prodi” che ha guidato la fanteria su molti scenari di guerra e luoghi colpiti da calamità naturali.
Dopo avere concluso il durissimo addestramento, uno dei più selettivi,  nel profondo nord,  Natalino era tornato a casa ed era stato destinato alla compagnia “Pantere” – modulo k, di Capua,  Un periodo altrettanto duro di addestramento da fuciliere, in cui si apprendono i rudimenti della tattica militare e ci si allena al poligono: l’ultimo step prima della conclusione del periodo da volontario in ferma breve.
Potrebbe essere cercato nell’esito di questo duro e formativo percorso militare i motivi dello stato di prostrazione di Natalino che sembrava condurre la vita normale e tranquilla di 24enne che cercava di realizzare il suo sogno nell’Esercito, era fidanzato, si teneva in forma in palestra e, stando almeno a quanto dichiarato dai familiari ascoltati ieri sera dai carabinieri di Baiano, non sembrava dare segnali di scoramento o depressione.
Eppure qualcosa covava di maligno nel suo animo se ieri sera ha deciso di farla finita ad appena ventiquattro anni.
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