Carpine d’argento, premi agli eroi del mare ed al regista rifugiato

VISCIANO- Con la premiazione dell’ammiraglio Felicio Angrisano e del regista afgano Mohammad Amin Wahidi si è conclusa la sesta edizione del “Premio Carpine d’argento- Cortifestival”. La kermesse organizzata dal professor Fioravante Meo quest’anno era dedicata al tema (di rilevanza sociale, come sempre) dell’immigrazione. Una problematica sviscerata nel corso della tre giorni apertasi con il dibattito moderato dal direttore de Il giornale locale e cronista del Mattino Nello Lauro; dibattito che grazie ai preziosi contributi della dottoressa Bianca Lassandro, dirigente dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Napoli,  e di monsignor Perego di “Migrantes” ha  affrontato ad altissimi livelli la ‘piaga’ sociale, politica e legislativa della migrazione verso le coste italiane e dell’inserimento dei migranti nel nostro tessuto sociale.

Uno spaccato ampio e di stringente drammatica attualità che è stato anche l’oggetto del commovente cortometraggio vincitore del “Carpine d’Argento”: “L’ospite” del filmaker hazara Amin Wahidi che è stato presente insieme ad uno dei protagonisti della pellicola che racconta in pochi minuti e con incredibile intensità l’epopea di un ragazzo che, sbarcato per la terza volta sulle coste italiane, cerca una sistemazione per una sola notte. Troverà sul suo cammino solidarietà ma soprattutto repulsione, in un crescendo dal finale tragico. La platea del Cortifestival, sospesa tra indignazione e commozione, ha applaudito molto il giovane Amin che ha ringraziato: “L’Italia è la mia seconda casa, mi ha accolto e dato la libertà. Sono felice di essere premiato in una bella e piccola comunità come questa dove spero di ritornare”.

Amin ha ricevuto l’onorificenza ma anche l’abbraccio dell’ammiraglio Felicio Angrisano, Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto che con grande affabilità ha accolto il premio e spiegato il difficile ruolo che soprattutto in questi ultimi anni stanno affrontando le Capitanerie italiane. Per Angrisano, però, dinanzi alle polemiche politiche sugli aiuti ai migranti e sugli sbarchi, non esiste dubbio: “Non aiutare chi viaggia su quei barconi significa farli morire. Per noi è moralmente inaccettabile, soccorreremo sempre chi è in mare”. A conferma dell’importante ruolo etico svolto dalla Guardia costiera italiana, divenuta quasi ultimo avamposto di tolleranza e legalità in un mare (nostrum) di speculazioni politiche ed elettorali, è arrivato quest’anno il riconoscimento al Corpo come “Giusto tra i popoli” avvenuto lo scorso 6 marzo. Il suggello ad una attività durissima ma necessaria, come ha spiegato anche il comandante della Capitaneria di Porto di Torre del Greco Rosario Meo, intervenuto durante la serata e premiato anch’egli per l’opera svolta in mare anche per salvare chi raggiunge, disperato e solo, i nostri lidi.

I messaggi di Amin Wahidi, dell’ammiraglio Felicio Angrisano, del capitano Rosario Meo, sono stati il corollario di una serata fredda ma ricca di emozioni, presentata da Mimmo Napolitano ed Antonella Foglia, ed arricchita dalla presenza giovane ed entusiasta dei ragazzi della Scuola media “Giustina Rocca” di Trani, premiati per il cortometraggio “Tutta colpa del R.E” per la regia di Giuseppe Massarelli, scelta come migliore dalle giurie di Palma Campania e Carbonara di Nola.

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