Camorra, omicidio del cutoliano Ruffa: accusati i boss Contini e Lo Russo

NAPOLI – Due ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state notificate a due boss della camorra, Edoardo Contini e Giuseppe Lo Russo, entrambi già detenuti al regime di 41 bis mentre un terzo provvedimento agli arresti domiciliari è stato disposto per il collaboratore di giustizia, Ettore Sabatino, per l’omicidio di Gaetano Ruffa avvenuto nell’83 nell’ambito della guerra di camorra contro i cutoliani. L’indagine è stata coordinata dal procuratore aggiunto Filippo Beatrice e dai pm della Dda, Henry John Woodcock ed Enrica Parascandolo. I provvedimenti sono stati eseguiti dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Napoli. Ruffa, soprannominato ‘o scatolaro’, fu ammazzato esattamente 32 anni fa nella centralissima Piazza Carlo III. Le indagini compiute all’epoca dei fatti si conclusero, nel mese di gennaio del 1984, con la sentenza di non doversi procedere non essendo emersi, nel corso dell’attività di indagine effettuate all’epoca dei fatti, elementi utili al fine di risalire agli autori del delitto. Le indagini sono state poi riaperte su richiesta del pm a seguite delle dichiarazioni di Sabatino, storico affiliato al clan Lo Russo, che ha ricostruito le fasi dell’omicidio. Le dichiarazioni di Sabatino – secondo quanto riferisce il procuratore aggiunto della Repubblica, Filippo Beatrice, sono state confermate da altri collaboratori di giustizia tra i quali Giuseppe Missi, Salvatore Lo Russo e Salvatore Torino e riscontrate attraverso dati oggettivi. Secondo la ricostruzione fornita dal collaboratore di giustizia, Ettore Sabatino, l’omicidio di Gaetano Ruffa, vecchio esponente della malavita napoletana legato a Raffaele Cutolo, ed eseguito dallo stesso Sabatino, fu ordito dal boss Edoardo Contini, all’epoca dei fatti giovane emergente legato a Giuseppe Lo Russo, capo clan dell’omonima consorteria camorristica. L’obiettivo era di favorire l’ascesa criminale dello stesso Contini nel quartiere di San Giovanniello. Ed è proprio grazie all’uccisione di Ruffa che Contini rafforzò effettivamente – spiega Beatrice – la sua posizione criminale divenendo di fatto il boss egemone di San Giovanniello. Per tali ragioni, Contini, secondo la ricostruzione operata dal gip nella sua ordinanza, chiese al capo clan Giuseppe Lo Russo l’autorizzazione ad assassinare Ruffa, chiedendo allo stesso boss di mettergli a disposizione, per l’esecuzione, Ettore Sabatino, già allora, come spiega il procuratore aggiunto Beatrice, ”affermato ed esperto killer del clan”.(ANSA).

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