Nolano, nasce il Polo del Food: binomio nocciole e pomodoro Sammarzano

NOLA (Bianca Bianco)  – Lo sviluppo del Nolano passa, anzi ripassa, dalle sue radici e dalle sue vocazioni: l’agricoltura ed il patrimonio culturale. E’ il progetto del nuovo amministratore unico dell’Agenzia di sviluppo, Giovanni Trinchese, commercialista specializzato nel ‘restyling’ delle aziende che ha preso le redini della società cooperativa per azioni con il medesimo approccio: ridare smalto all’agenzia nata per unire servizi e progetti dei comuni dell’area. Secondo il dirigente, nato in una famiglia di imprenditori nel ramo alimentare, un faro che guidi il territorio fuori dalla crisi e ridia un ruolo di coesione all’agenzia può essere in particolare il “Polo del food”, la filiera agroalimentare che, fedele alle risorse dell’area, valorizzi prima di tutto il nocciolo e il pomodoro Sammarzano. “E’ una sinergia naturale qui nel Nolano- ha spiegato Trinchese- quella tra economia rurale, impresa, tutela dell’ambiente. Bisogna tornare ad investire nell’agricoltura anche per dare nuove risorse ai giovani”. Per realizzare questo progetto, afferma, ci si è affidati ad un guru del marketing, un docente universitario esperto che dovrà valutare una operazione di valorizzazione dei prodotti clou del mondo agricolo nolano.  Si lavorerà per mettere a fattor comune le risorse esistenti e per creare nuove occasioni di sviluppo riservate soprattutto ai giovani. L’obiettivo è quello di restituire centralità ad un’area baricentrica rispetto al territorio regionale e custode di tradizioni agricole e culturali da riscoprire e valorizzare. Il “Polo del Food” non ‘affosserà’, ha assicurato Trinchese la prerogativa dell’agenzia di sviluppo, che resta quella di fornire servizi ai Comuni: “Dai tributi alla centrale unica di committenza per gli appalti fino alla progettazione urbanistica ed al piano di protezione civile . Minimo comune denominatore, in ogni caso, sarà l’informatizzazione e quindi la messa in Rete degli uffici comunali”. Una ricetta per il rilancio che dovrà trovare uniti intorno ad un unico tavolo i 18 Comuni attualmente soci. “Sono figlio di questa terra e di imprenditori attivi proprio nel settore agro-industriale- conclude Trinchese-  ed è per questo che credo fermamente nell’intuizione delle amministrazioni comunali che, pur volendo preservare le specificità di ogni singolo campanile, hanno deciso di fare rete e di lavorare intorno agli elementi comuni per far crescere l’intero territorio in maniera organica e funzionale alle esigenze dei cittadini”.
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