Camorra, favorirono latitanza dorata boss Lo Russo, 21 arrestati: sequestrato tesoro clan

MARANO – Ventuno presunti affiliati al clan Lo Russo, attivo tra Marano e l’hinterland, sono destinatari di un provvedimento di misura cautelare emesso su ordine della Direzione distrettuale antimafia. I ventuno sono indagati per associazione mafiosa, associazione finalizzata allo spaccio, contrabbando e favoreggiamento aggravato dalle modalità mafiose perché avrebbero garantito la latitanza del capo clan Antonio Lo Russo e di Carlo Lo Russo, cugini catturati entrambi a Nizza nel 2014, e di Luigi Russo. Il capoclan, nonostante fosse latitante, continuava a gestire gli affari del sodalizio criminale grazie all’appoggio della famiglia e dei fiancheggiatori che hanno reso possibile la sua latitanza sia in Italia che in Francia. Tra i destinatari del provvedimento oltre lo stesso Lo Russo (che dal 2014 si trova detenuto in regime di 41 bis) ci sono anche lo zio di sua moglie, Claudio Esposito, i cugini di Carlo Lo Russo (Carlo Davide e Pasquale Torre), Giovanni Campaiola e Luigi Forino definiti dagli inquirenti “apparentemente insospettabili ma legati da strettissimi rapporti” con la famiglia Lo Russo, Gerardo Potenza, appartenente al gruppo di contrabbandieri della zona di Santa Lucia. Nel corso dell’operazione i carabinieri hanno sequestrato società ed aziende di giocattoli, guanti, articoli per la casa con punti vendita a Napoli e Latina, e un centro scommesse oltre ad immobili a Napoli e Fondi, conti correnti e libretti postali che costituivano secondo gli investigatori il patrimonio del clan, valutato intorno ai 20 milioni di euro.

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