Rifiuti, tre siti di compostaggio nel Nolano

TUFINO- Venticinque impianti di compostaggio in Campania. Tre di questi dovrebbero sorgere nell’area nolana: a Tufino, Marigliano, Pomigliano. Lo ha annunciato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca spiegando alcuni aspetti del piano rifiuti e i dettagli della nuova strategia regionale per evitare la maxi multa della Comunità europea e allontanare definitivamente lo spettro dell’emergenza rifiuti. I 25 siti di trattamento del compost che costeranno all’ente regionale 222 milioni prelevati dai finanziamenti del “Patto per la Campania” saranno usati per costruire gli impianti in quei Comuni che hanno fatto richiesta. Tra i siti che ospiteranno gli impianti c’è anche lo stir di Tufino che dovrebbe aumentare la sua portata di 135mila tonnellate ed essere ammodernato. Tra le altre zone individuate ci sono anche Marigliano e Pomigliano, insieme a Napoli Est, Afragola (provincia di Napoli) Cancello Arnone, Lo Uttaro, Casal di Principe,   Rocca d’Evandro (provincia di Caserta),  Baselice (provincia di Benevento),  Conza della Campania e Chianche (provincia di Avellino), Fisciano, San Mango Piemonte, Pontecagnano e Castelnuovo Cilento (provincia di Salerno). Per quanto riguarda lo stir di Tufino, qui il sito di compostaggio dovrebbe essere predisposto già dal 2017 insieme a quelli degli altri impianti di tritovagliatura. Per tutti gli altri, si procede per fasi. Sono 37 le istanze arrivate alla Regione da parte di altrettanti Comuni che, in cambio di benefici economici, sono disposti ad ospitare gli impianti. Queste istanze verranno verificate una per una per arrivare alla scelta definitiva della localizzazione dei 25 impianti di compostaggio.

COSA SONO GLI IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO- Ma cosa è un impianto di compostaggio? Si tratta di un sito che trasforma la frazione umida dei rifiuti solidi urbani  gli scarti di produzione agricola e industriale biodegradabili in terriccio. Questa la definizione da Wikipedia. Quanto fuoriesce dalla produzione si chiama compost che alla fine di un complesso trattamento viene poi messo in commercio come fertilizzante. Il dilemma che attanaglia cittadini e politici riguarda l’impatto inquinante che un tipo di impianto come questo potrebbe avere sul territorio. Se gestito bene, un sito del genere non viene considerato inquinante perché è possibile regolare anche le eventuali emissioni maleodoranti. A preoccupare è il volume di rifiuti che arriverebbe, con carichi su gomma che aumenterebbero il via vai di camion e quindi di smog o percolato. La notizia dei 25 nuovi impianti previsti dalla Regione è stata però accolta con soddisfazione da Legambiente che l’ha definita “una buona notizia” per “sgravare i cittadini campani dai maggiori costi derivanti dal trasferimento fuori regione”. Legambiente però sottolinea: “Ci aspettiamo la corresponsabilità di amministrazioni e cittadini nel percorso di individuazione dei siti mentre alla Regione chiediamo l’inserimento degli impianti in aree industriali non inquinate”. Gli ambientalisti sono preoccupati dalla eventualità che un sito del genere sorga in aree già “cariche”.

IL PIANO RIFIUTI- I 25 impianti compost rientrano nelle previsioni del nuovo piano rifiuti rivisto e corretto dalla Regione Campania. Un provvedimento che, al fine di evitare la maxi multa Ue da 20 milioni di euro più sanzioni da 120mila euro giornaliere, punta tutto sulla differenziata spinta nei Comuni, il compostaggio e l’ottimizzazione delle discariche. Esclusa del tutto l’ipotesi di termovalorizzatori.

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