pedofilia

Choc a Tufino, padre 35enne arrestato per abusi sul figlio

TUFINO (Nello Lauro- Il Mattino)-  Carezze e baci proibiti. Attenzioni troppo morbose di un papà verso il figlio. Arriva dal Nolano una storia che ha sconvolto un’intera comunità: un giovane genitore arrestato con l’accusa di avere molestato il figlio di sette anni. Vicenda dolorosa che coinvolge una coppia già in frantumi ed un bambino vittima, secondo quanto stabilito dalla Procura della Repubblica di Nola. I fatti risalgono all’inizio di quest’anno. La madre di Dario (nome di fantasia), separata dal 2011 dal marito, si accorge di qualcosa di strano mentre fa il bagno al suo primo figlio maschio, uno scricciolo che frequenta la scuola elementare. Parole dette a voce bassa, strani riferimenti a comportamenti del padre. Il bimbo parla di carezze nelle parti intime e baci, con spontaneità racconta alla mamma cosa accade quando va a trovare il papà che, da quando lui era poco più di un neonato, vive altrove, lontano dalla madre. I racconti dettagliati di Dario sono un agghiacciante campanello d’allarme per la donna che decide di rivolgersi ai carabinieri. I militari della stazione di Schiava di Tufino, coordinati dal maresciallo maggiore Giuseppe Tranchese, iniziano le delicate indagini e con grande cautela cominciano a tessere la tela investigativa per arrivare a comprendere cosa sia accaduto al piccolo Dario e quali siano le responsabilità del trentacinquenne. Un lavoro certosino in cui gli inquirenti hanno impegnato tutta la loro sensibilità, con l’aiuto degli assistenti sociali, per evitare nuovi traumi a Dario. Il bambino dinanzi alle professioniste che lo hanno aiutato a riannodare i fili della memoria ha confermato tutto. Le azioni del papà, che avrebbe compiuto tra il settembre 2016 ed il marzo del 2017, e i dettagli della sua morbosa vicinanza. Le indagini si sono chiuse nei giorni scorsi: per i carabinieri e per la Procura di Nola le evidenze raccolte sono state sufficienti affinché fosse emessa una misura cautelare. Il padre di Dario è finito agli arresti domiciliari e dovrà essere sottoposto, a metà settimana , ad interrogatorio dinanzi al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Nola. L’uomo, con un vissuto difficile e turbolento alle spalle, professa con veemenza la propria innocenza: nessun abuso sul figlio, né contatti anormali ma semplici gesti di affetto paterno. Una vicenda complessa, che ha sconcertato l’intera comunità di Tufino, poco meno di 5mila anime alle porte di Nola. I protagonisti dei fatti sono persone note, l’arresto del 35enne è stato un fulmine a ciel sereno.


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