Previsioni meteo week end: Burian non molla la presa

Domani ancora maltempo, poi una nuova perturbazione nel weekend: pioggia, vento e neve, ‘protagoniste’ di quest’inizio di primavera a causa di una perturbazione che ha colpito nelle ultime ore il Centrosud, sono destinate ad essere protagoniste anche nei prossimi giorni. “Domani – spiega il meteorologo di 3bmeteo.com, Edoardo Ferrara – al Sud sono attese piogge e temporali diffusi ma soprattutto neve a quote basse. Il calo delle temperature favorirà neve fino in collina su Campania, Molise, Lucania ma entro fine giornata anche in Puglia con neve sulle Murge”. Rovesci di neve, precisa, sono previsti anche in Calabria e Sicilia mediamente oltre i 700-1100m. Il tutto sarà accompagnato “ancora una volta da venti forti in rotazione tra Grecale e Maestrale, con mari agitati e possibili difficoltà nei collegamenti con le Isole. Qualche residua precipitazione dovrebbe verificarsi anche al Centro, in particolare su Abruzzo, Sibillini e Lazio più meridionale, anche qui nevoso a bassa quota, ma in esaurimento”. Secondo Ferrara, inoltre, nel weekend una nuova perturbazione sembra puntare Sud, Isole e poi medio versante adriatico con ulteriore carico di pioggia e neve inizialmente a quote ancora medio-basse”.
Maltempo dunque ‘protagonista’ a marzo, con numerosi danni alle campagne: secondo la Coldiretti, la tempesta siberiana Burian ha distrutto nelle campagne almeno il 20% del raccolto di ortaggi come lattughe, patate, carciofi, cavoli, verze, cicorie e broccoli. Sono stati colpiti dal maltempo anche i vivai di piante e fiori, mentre sono andate perdute in molti casi gemme e fiori di piante da frutto. Ma il gelo invernale, ricorda l’organizzazione agricola, ha anche spaccato la corteccia, bruciato le gemme e spogliato dalle foglie almeno 25 milioni di piante di ulivo dalla Puglia all’Abruzzo sino al Lazio dove le perdite in alcuni casi raggiungono il 60% della produzione.
Se il maltempo ‘impera’ a marzo, febbraio passa alle cronache come il più freddo degli ultimi 4 anni. Secondo il Noaa, l’Agenzia americana per gli Oceani e l’atmosfera, anche il trimestre dicembre-febbraio ha fatto registrare le temperature più basse degli ultimi 4 anni. Il Noaa sottolinea che sebbene La Nina, il fenomeno che provoca un raffreddamento della superficie dell’Oceano Pacifico, stia cominciando a rallentare, sta continuando ad abbassare le temperature globali. Lo scorso febbraio è stato tuttavia l’11/mo febbraio più caldo dal 1880, anno in cui sono cominciate le rilevazioni meteorologiche. Per quanto invece riguarda il periodo dicembre-febbraio, è stato il quinto più caldo nello stesso periodo. (ANSA).

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