Maddaloni, società di riscossione non versava soldi cittadini al Comune: 2 arresti

MADDALONI- Il consulente aziendale e l’amministratore unico di una società di riscossione che lavora per il Comune di Maddaloni sono finiti agli arresti domiciliari per truffa aggravata, appropriazione indebita e peculato. L’operazione coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere parte dalle indagini dei carabinieri del comune del Casertano che hanno scoperto come i canoni idrici e la Tarsu non venivano versate nelle casse comunali.  In particolare, a numerosi cittadini maddalonesi venivano recapitate più volte diverse bollette riguardanti il pagamento degli stessi consumi di fornitura di acqua potabile, in quanto l’ente cmunale non trovava riscontro nei pagamenti, sebbene versati dai cittadini all’ente incaricato alla riscossione La società, secondo gli inquirenti, pur essenso incaricata di un pubblico servizio, incassava direttamente e deteneva i pagamenti relativi alla Tarsu e/o ai canoni per il servizio idrico, effettuando “commistioni” con i propri fondi nonché compensazioni non autorizzate, mentre relativamente alla gestione dei servizi di sosta indicava lo stesso numero di titolo della sosta, in modo da far venire meno la necessità di richiedere la vidimazione al Comune di nuovi titoli e, di conseguenza, non corrispondendo l’aggio all’ente. In tal modo, i due indagati si assicuravano i profitti illeciti scaturenti dall’esercizio di tali attività. L’attività delinquenziale comportava un enorme danno erariale alle casse Comunali, per un importo di diverse centinaia di migliaia di ero, relativo al periodo dal mese di maggio 2011 al mese di febbraio 2017. Tale fenomeno, purtroppo, non è circoscritto al solo Comune di Maddaloni ma è presente anche in altri tenitori del casertano e del napoletano. Per tale ragione, il Gip ha emesso un decreto di sequestro preventivo di 129.091 euro.


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