Morte sull’Asse mediano, addio da eroe per Enzo Ottaviano

ROCCARAINOLA- Silenzio e commozione. Lacrime ed orgoglio. I funerali di Stato per Enzo Ottaviano, l’appuntato dei carabinieri morto nell’incidente di venerdì sera sulla “Nola- Villa Literno”, hanno unito in un solo abbraccio due famiglie. La sua (la moglie Genì, i genitori Carmela e Salvatore ed il piccolo Salvatore che ieri non era in chiesa e non sa ancora che il papà non c’è più), e quella dell’Arma dei carabinieri rappresentata dal comandante generale Giovanni Nistri e dai tanti colleghi che hanno voluto onorare il collega morto mentre faceva il suo lavoro. Un saluto solenne, alla presenza del ministro della Difesa Elisabetta Trenta, del prefetto di Napoli Carmela Pagano, del questore Antonio De Iesu, dal comandante provinciale Ubaldo del Monaco e di tanti rappresentanti della Benemerita, della Guardia di Finanza, della Polizia. Tutti a rendere omaggio a Enzo, come i suoi colleghi ed amici del Real Sasso, la squadra di calcio di cui era presidente la cui maglietta è stata adagiata sulla bara avvolta dal tricolore e poi trasportata dalla piccola chiesa di Sasso al cimitero di Roccarainola dai colleghi della compagnia di Castello di Cisterna, distrutti e in lacrime. Giovanni Nistri ha voluto “abbracciare a nome di tutta l’Arma non solo la famiglia, ma anche la comunità intera che ha mostrato vicinanza al nostro compianto appuntato e a tutti noi. La fredda scheda, il curriculum di Vincenzo lo voglio riempire con le parole che ho ascoltato dai sui concittadini: era un altruista, un pezzo di pane, un ragazzo d’oro. Un uomo che a 20 anni ha scelto di servire la patria e la comunità. Ha scelto di fare del bene e di farlo bene”. Al piccolo Salvatore: “Babbo non era un eroe, era un uomo qualunque, un carabiniere qualunque, ma si é speso per la famiglia, per l’Arma e per la comunità e questo lo rende più che eroe”.

Print Friendly, PDF & Email



Utenti online