Coronavirus, vademecum anticontagio: no a strette di mano, ipotesi scuole chiuse

Coronavirus, nuovo Dpcm: bar e ristoranti, quarantena, gite scolastiche: ecco cosa può cambiare

Il premier Conte esclude nuovo lockdown “a ragion veduta: se la curva dovesse continuare a salire, si potrebbe pensare a lockdown circoscritti. Intanto è cominciata la riunione a palazzo Chigi tra  Conte e le Regioni con i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza. Tra le misure in discussione ci sono i banchetti delle cerimonie con 30 persone, stop alle gite scolastiche, divieto di sosta di fronte ai locali dopo le 21 e nuovi orari per bar e ristoranti. Si parla anche di una proposta di alcuni presidenti di Regione di prevedere per tutte le scuole la didattica a distanza per non affollare i mezzi pubblici. Sono queste le regole principali della bozza del nuovo Dpcm per contenere i contagi da Covid-19.

BAR E RISTORANTI – Trattorie, ristoranti, pizzerie che hanno il servizio al tavolo potranno chiudere alla mezzanotte, mentre i locali che non hanno i tavoli dovranno abbassare la saracinesca alle ore 21. Gastronomie, rosticcerie e tutti i locali che propongono pietanze da asporto potranno restare aperti fino alle 24 (e non oltre), ma il cibo non potrà essere consumato di fronte al locale, né in strada.

ASSEMBRAMENTI –   Non si potrà stare in gruppo né all’aperto, né al chiuso. Vietato sostare di fronte ai locali – come avviene nelle zone della movida – ma anche nei parchi o per strada e nelle piazze. I controlli saranno affidati alle forze dell’ordine, alla polizia municipale e ai soldati di “Strade sicure”.

FESTE PRIVATE – La proposta del ministro Speranza di vietare le feste anche nelle case private ha innescato un duro confronto nel governo. Il premier Conte ha mediato e lavorato per convincere il responsabile della Salute a non andare oltre una raccomandazione a evitare assembramenti anche tra le mura domestiche, cioè a radunare più di sei persone. Non sono permesse feste private nei locali pubblici.

GITE SCOLASTICHE  – Le gite scolastiche sono sospese perché non c’è la garanzia di poter controllare gli spostamenti in sicurezza di studenti e professori.

LEZIONI A DISTANZA – Lezioni a distanza alle superiori, per alleggerire la pressione sui trasporti. È la proposta avanzata dal presidente dell’Emilia Romagna e presidente delle Regioni Stefano Bonaccini, nel corso della riunione con il governo. La proposta di tenere le lezioni in videoconferenza per gli alunni più grandi sarebbe stata condivisa dai presidenti di Regione e non è detto che il governo prenda una decisione in serata.

CERIMONIE – Per le cerimonie religiose (matrimoni, comunioni, cresime…) le regole non cambiano, si potranno celebrare purché disciplinate dai protocolli esistenti. Ma i ricevimenti con oltre 30 invitati sono vietati, regola che riguarda anche i funerali.

TEST RAPIDI – I governatori chiedono il via libera a farli effettuare anche negli ambulatori di medici di base e pediatri. Adesso il governo dovrà però risolvere il problema del trasporto dei reperti da processare. Si discute anche di allargare ai privati in tutte le Regioni i tamponi molecolari. Attualmente la quarantena e l’isolamento durano 14 giorni e per uscire sono necessari due o tre tamponi. La circolare del ministero della Salute che sarà firmata cambia criteri e procedure.

QUARANTENA – In caso di positività asintomatica, la quarantena durerà dieci giorni e — se il tampone molecolare sarà negativo — si potrà tornare alla vita normale. In caso di positività sintomatica la quarantena durerà dieci giorni e se negli ultimi tre giorni non ci sono sintomi basterà un tampone molecolare negativo per uscire. In caso di positività asintomatica con il tampone molecolare che non si negativizza, dopo 21 giorni si potrà tornare comunque alla vita normale. Gli scienziati sono infatti concordi nel ritenere che in questo caso non si è più contagiosi. Chi è entrato tra i “contatti stretti” di un positivo attualmente deve stare in quarantena per 14 giorni. Da oggi le regole cambiano e basterà avere un tampone molecolare o un test rapido negativo per uscire dopo 10 giorni. Una regola che certamente serve a snellire le procedure per le scuole e per gli uffici.

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