Polveri sottili, discariche, incendi e acqua alta: il Nolano è un disastro

di Nello Lauro

Polveri sottili, discariche abusive, incendi incontrollati e dissesto idrogeologico. Il Nolano è una calamità naturale. I quattro elementi aria, terra, fuoco e acqua non sono più risorse, ma un tormento per questo territorio. Da anni in testa alla classifica italiana per lo sforamento delle polveri sottili, violentato dallo scarico indiscriminato di rifiuti di ogni genere con bonifiche promesse e mai avvenute, soffocato dai roghi agricoli e non ultimo lo scempio che vediamo nei paesi con tombini saltati che favoriscono la formazione di torrenti d’acqua nei centri urbani e il disastro sempre più grave della zona di Boscofangone che sembra tornata alle sue origini, quella paludosa. Una situazione che precipita ogni giorno che passa senza nessuno che intervenga per porre rimedio. Le immagini e i video di questi giorni confermano ancora di più che la questione non è più rinviabile. Automobilisti inferociti per danni  subiti dalle loro vetture, contadini infuriati che perdono il raccolto e mettono in salvo i cani, pendolari imbufaliti perché costretti a cambiare strada per evitare i pericolosi laghi sono facce della stessa medaglia di un crescente e dilagante (è proprio il caso di dirlo) disagio con l’ironica richiesta di un Mose nolano. Tutto all’interno di un quadro in cui da tempo la cornice è uno scaricabarile tra Regione e Comuni. Tra diremo e vedremo, il faremo resta sempre all’ultimo posto. A meno che non siano le prove per riportare di nuovo il “mare a Nola”: del resto se Maometto non va al mare, il mare va da Maometto.

 

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