domenica, Marzo 3, 2024
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Turetta confessa: “Ho ucciso Giulia e non sono riuscito a farla finita”

Turetta ha confessato di aver ucciso Giulia e di aver tentato più volte di farla finita ma di non esserci riuscito. Nel corso della sua fuga ha pensato più volte di uccidersi ma poi gli è mancato il coraggio.

La confessione emerge dal verbale di interrogatorio alle autorità tedesche. Agli investigatori che lo hanno fermato, Turetta ha ammesso di aver “ammazzato la mia fidanzata”. Quando è stato arrestato in Germania, Filippo Turetta aveva delle evidenti macchie di sangue sui vestiti e diverse ferite alle mani e alle caviglie. E’ uno dei particolari emersi dalla confessione dell’ex fidanzato di Giulia Cecchettin alla polizia tedesca. Il ragazzo avrebbe detto subito agli agenti che lo hanno fermato di aver ucciso la 22enne e lo avrebbe fatto in inglese.

Potrebbe essere venerdì – a quanto si apprende – il giorno del trasferimento in Italia di Filippo Turetta, dopo l’ok all’estradizione da parte delle autorità tedesche. L’operazione è in capo al Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip), che si sta coordinando con l’omologo organismo tedesco per organizzare la consegna del giovane. Gli uomini dello Scip – che è un servizio interforze – andranno in Germania per prendere in consegna il giovane che sarà trasferito con un volo diretto a Fiumicino. Una volta a Roma gli verrà notificata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, sempre nella Capitale. Potrà quindi essere trasferito a Venezia per l’interrogatorio di garanzia del gip.

“La consegna del cittadino italiano è stata autorizzata oggi dalla Procura Generale di Naumburg, per cui il suo trasferimento alla custodia delle autorità italiane avverrà entro alcuni giorni”, ha comunicato all’Ansa una magistrata della stessa Procura generale regionale della Sassonia-Anhalt, la procuratrice e capo Tatjana Letz.

Poiché Turetta ha accettato una procedura semplificata di consegna all’Italia, non è più necessaria una decisione della Corte di Appello di Naumburg, la quale peraltro ha confermato la detenzione in carcere del giovane in attesa di un suo trasferimento alle autorità italiane sulla base del mandato di arresto europeo, aveva spiegato in un comunicato lo stesso Tribunale superiore regionale (Oberlandesgericht, Olg, corrispondente a una Corte d’appello italiana).

“Poiché il perseguito ha acconsentito alla consegna semplificata e non vi sono ostacoli” ad essa, “non è necessaria un’ulteriore decisione del tribunale da parte della divisione penale perché la consegna stessa possa essere eseguita”, si afferma nel comunicato dell’Olg. “L’ordine di arresto in attesa di consegna emesso ieri è la base legale per il mantenimento della detenzione del perseguito fino alla sua consegna stessa alle autorità italiane”, viene aggiunto. Il comunicato della Corte premette che “con decisione del 21 novembre 2023, il Primo Senato penale del Tribunale regionale superiore di Naumburg ha ordinato la detenzione a fini estradizionali di un cittadino italiano che era stato precedentemente fermato sulla base di un mandato d’arresto europeo emesso da un tribunale italiano”.

“Il mandato d’arresto europeo accusa la persona perseguita di aver intenzionalmente maltrattato fisicamente un’altra persona in Italia in misura tale da provocarne la morte”, ricorda il tribunale. “Con la trasmissione del mandato d’arresto europeo, le autorità italiane hanno chiesto la consegna della persona perseguita ai fini dell’esercizio dell’azione penale”, si limita ad aggiungere il comunicato.

Un portavoce della polizia di Halle ha confermato che la Punto nera di Filippo Turetta è sempre sotto la custodia giudiziaria tedesca in un deposito “in Germania” e deve essere “nuovamente” esaminata. “L’auto si trova in custodia di polizia in Germania. Ce l’abbiamo noi e siamo in contatto con gli inquirenti italiani” per stabilire “quando l’automezzo verrà esaminato di nuovo a livello tecnico-criminale”, ha detto un portavoce della polizia della città della Sassonia-Anhalt.

Un coltello da cucina con una lama di dodici centimetri, probabilmente l’arma del delitto, un paio di guanti e un telefono cellulare, sono stati trovati dalla polizia tedesca nella borsa di Turetta, all’interno della Punto nera fermata lungo l’autostrada vicino a Lipsia, riferiscono i quotidiani locali e nazionali. Nella vettura sarebbero state individuate anche tracce di sangue, presenti anche sulle scarpe e sui vestiti del 22enne. Sarebbero stati trovati infine circa 300 euro in contanti; altri accertamenti sono in corso sull’eventuale acquisto di una scheda Sim straniera per poter utilizzare il telefonino senza venire tracciato.

L’autopsia sul corpo di Giulia Cecchettin sarà eseguita il primo dicembre alle 9 all’Istituto di anatomia patologica della clinica universitaria di Padova. Lo apprende l’Ansa da fonti vicine all’inchiesta. All’esame parteciperà, tra gli altri, anche l’anatomopatologo Antonello Cirnelli nominato oggi come perito della famiglia Cecchettin. Gli altri professionisti incaricati dell’esame, da parte della Procura di Venezia, e dell’indagato Filippo Turetta, saranno indicati nei prossimi giorni.

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