giovedì, Febbraio 22, 2024
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Cicciano, i “Grovigli” di Giovanna Serpico alla conquista di Roma

CICCIANO (Nello Lauro – Il Mattino) Attrice, designer, insegnante, poetessa, sceneggiatrice, costumista, pittrice. Un cerchio concentrico di attività svolte con passione, tormento e talento. Giovanna Serpico, da Cicciano, lancia la sua prima “personale” dal titolo “Grovigli”, istantanea della sua personalità e del suo estro. Trenta dei suoi lavori faranno parte della mostra curata da Barbara Melcarne in programma da martedì 2 fino a domenica 7 gennaio a Roma alla galleria “Il Laboratorio” in via del Moro, nei pressi dell’isola Tiberina nel quartiere Trastevere. Tre le linee principali presentate da Giovanna: “Grovigli, Petali, Cuore”,un mix di pittura e scultura insieme, tra colori e materiali non convenzionali come corda, ceramica a freddo, plexiglass e legno. Queste tre peculiari raccolte sono impreziosite da didascalie poetiche che guidano il visitatore nel mondo di Serpico a cui si aggiungono sculture a tre dimensioni e un omaggio “napoletano” al caffè e a San Gennaro.

Un viaggio a più tappe nella mente, nei pensieri e soprattutto nelle emozioni di una donna che nelle sue opere racconta la vita e quello che vede ogni giorno. Una vita cambiata più volte e che ha formato l’artista di Cicciano: diplomata all’Accademia Napoletana di teatro, un passato di attrice con passaggi televisivi e tournée nello storico “Telegaribaldi” e a teatro con il trio “La Porta” insieme a Gianluca Ansanelli e a Giampaolo Morelli. Oltre dieci anni tra palcoscenici e studi prima di lasciare tutto per “non scendere a compromessi perchè da sempre sono una donna libera”. Lì prima vali 10, poi 0: non c’è equilibrio”. Poi il mondo della scuola dove insegna da anni nelle scuole primarie in ambienti talvolta complicati: “Stare con loro risveglia la bambina che è in me, è un lavoro che mi piace, vedere la loro crescita giorno dopo giorno è una soddisfazione”. Un approccio anche qui non banale con spettacoli, laboratori creativi per tirare fuori il lato artistico dei giovanissimi: “Non sempre è facile, non sempre viene compreso, ma poi vedi i progressi dei ragazzi e capisci che è la strada giusta”.

Appena possibile torna ai suoi quadri, alle sue opere, alla sua esigenza di trasmettere le emozioni come in quell’intreccio di corda che è l’allegoria di quanto succede nella sua mente e nella sua anima: le cose non dette, i sentimenti sopiti, i pensieri distratti. Tutto racchiuso nell’opera che dà il titolo alla sua mostra: “Un sottile pensiero legato ad un filo, un chiodo fisso. Mi conduce in sentieri impervi e sconosciuti della mia anima. Si inoltra, ignaro del suo destino, si mescola, si confonde, si contamina, si inebria, si perde, si inabissa, si ritrova. Si formano Grovigli” scrive nella presentazione. “L’artista esplora con coraggio diverse strade, le sente, ci gioca, regala a mani piene il proprio entusiasmo incorruttibile e la propria creatività – dichiara Barbara Melcarne – “Un’esposizione carica di energia dove i materiali prendono vita in un’arte nuova dalla quale traspira anche una netta sfumatura napoletana”.

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