giovedì, Febbraio 22, 2024
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Election day, si vota sabato 8 e domenica 9 giugno: sì al terzo mandato

Un accorpamento di europee, amministrative e in qualche caso anche regionali, come per il Piemonte. Il consiglio dei ministri ha dato il via libera per l’election day che si terrà l’8 e il 9 giugno (sabato e domenica) due giorni di seggi aperti proprio per permettere un maggior afflusso di persone. Il sabato seggi aperti dalle 14 e alle 22, mentre la domenica dalle 7 alle 23.

Per la terza volta si andrà, quindi, al voto di sabato come già accaduto nel 2004 e nel 2009 quando al governo c’era Silvio Berlusconi. Saranno 3701 i comuni chiamati alle urne proprio quel secondo fine settimana di giugno, per un totale di quasi 17 milioni di votanti. Tra queste città ci sono 27 capoluoghi di provincia e sei anche di regione: Bari, Cagliari, Campobasso, Firenze, Perugia e Potenza. Nel corso del 2024 poi si eleggerà il governatore in Abruzzo, Basilicata, Piemonte, Sardegna e Umbria. Si parte con la Sardegna, dove i cittadini voteranno il prossimo 25 febbraio. Il 10 marzo toccherà all’Abruzzo, mentre il Piemonte, dove sono chiamati alle urne circa tre milioni e 600mila elettori, sceglie l’accorpamento con l’election day l’8 e il 9 giugno. L’ultima regione ad andare alle urne, in ordine di tempo, sarà l’Umbria, in autunno.

IN CAMPANIA – Saranno 167 i comuni che andranno al voto in Campania di cui 23 in provincia di Napoli, 18 dei quali con popolazione legale superiore alla soglia dei 15.000 abitanti con il sistema elettorale maggioritario a doppio turno. Tra le province con il maggior numero di comuni votanti troviamo al primo posto Salerno – con 47 comuni -, segue Avellino – con 41 – e Caserta e Benevento con rispettivamente 31 e 25 comuni votanti.

AUMENTO PER PER PRESIDENTI, SEGRETARI E SCRUTATORI AI SEGGI – Nel decreto legge che determina la possibilità di accorpare amministrative, europee e regionali l’8 e il 9 giugno, è previsto, inoltre, anche un aumento del compenso per gli addetti ai seggi. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri. Il decreto ha aumentato i compensi a forfait del 30%: da 120 a 136 euro per gli scrutatori, da 150 a 195 euro per i presidenti. Nelle intenzioni dell’esecutivo, questo provvedimento dovrebbe servire a far sì che più persone si offrano per occupare ruoli fondamentali per l’appuntamento elettorale.

MODIFICHE AL LIMITE DI MANDATO DEI SINDACI – Aumento da due a tre mandati per i sindaci dei comuni da 5.000 a 15.000 abitanti. Eliminazione del limite di mandato per i comuni sotto i 5.000 abitanti. Restrizioni per comuni sopra i 15.000 abitanti, con possibilità di terzo mandato se il mandato precedente è breve. I mandati in corso alla data di entrata in vigore del decreto sono conteggiati. Nei Comuni fino a 15.000 abitanti, se è ammessa e votata una sola lista, tutti i candidati sono eletti se la lista ha almeno il 50% dei voti validi e la partecipazione è almeno del 40%.

 

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