lunedì, Maggio 27, 2024
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Evasione fiscale sui carburanti: maxi sequestro da 40 milioni

Attraverso artifici e raggiri si sarebbero sottratti al pagamento delle accise sui carburanti: maxi sequestro – 40 milioni di euro – della Guardia di Finanza di Salerno nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Nocera Inferiore che ha chiuso le indagini nei confronti di dieci persone accusate, a vario titolo, di una lunga serie di reati. Gli inquirenti, contestano, infatti, la sottrazione all’accertamento e al pagamento delle accise sui prodotti energetici, la formazione fittizia del capitale sociale, la bancarotta fraudolenta, la mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice.

Poi ci sono truffa, autoriciclaggio, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti ed emissione di fatture false. Le indagini dei finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno, si sono concentrate sul rappresentante legale, il liquidatore e i membri del collegio sindacale di una società di capitali, operante nel settore del commercio di prodotti petroliferi, titolare di un deposito fiscale a Valmadonna (Alessandria), con sede legale fino, al 2018, a Roma e successivamente trasferita a Nocera Inferiore. Secondo gli inquirenti, l’azienda si sarebbe sottratta al pagamento delle accise dovute per un importo superiore ai 30 milioni di euro, attraverso una serie di artifici e raggiri.

In particolare sarebbero stati simulati acquisti di prodotti energetici, da stoccare all’estero, commissionati a un altro soggetto economico, per effetto dei quali si sarebbero determinate rilevanti difficoltà finanziarie tali da non poter far fronte ai debiti tributari. Contestualmente, gli indagati, attraverso false perizie di stima predisposte da due professionisti – anch’essi indagati – procedevano ad un fittizio aumento del capitale sociale a mezzo di conferimenti di beni societari sopravvalutati. Questo modus operandi, secondo le fiamme gialle, avrebbe consentito alla società indagata, apparentemente solida e in floride condizioni economiche, di ottenere da due intermediari finanziari di diritto estero la concessione di polizze fideiussorie a garanzia delle obbligazioni di pagamento delle accise all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, facendo disperdere, appena dopo l’escussione delle garanzie da parte degli organi accertatori, gli asset sui quali gli intermediari assicurativi avrebbero dovuto rivalersi. E così avrebbero eluso anche un decreto di sequestro conservativo emesso dal tribunale di Roma su richiesta delle vittime del raggiro.

Nello stesso contesto, sono state individuate fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, emesse ed utilizzate, per un importo superiore ai 26 milioni di euro, i cui proventi sono stati reimpiegati eseguendo trasferimenti prevalentemente in Cina, giustificati da fatture di acquisto di merce. Operazioni fraudolente che, insieme ad altri atti di distrazione del denaro e del patrimonio aziendale, causavano il fallimento della società. Nei confronti della società coinvolta nell’inchiesta, inoltre, la Procura di Nocera Inferiore ha contestato la responsabilità amministrativa degli enti dipendente da reato: si tratta di una specifica forma di colpevolezza, ascrivibile agli enti con personalità giuridica, in relazione ad alcuni reati tassativamente indicati dal legislatore commessi, nell’interesse o a vantaggio dello stesso ente, da persone fisiche che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione (“apicali”) o da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei predetti soggetti (“sottoposti”), i quali non devono avere agito nell’interesse esclusivo proprio o di terzi.

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