mercoledì, Maggio 13, 2026
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Mariglianella, aria contaminata dopo l’incendio: analisi su diossine e benzene

MARIGLIANELLA (rgl) – Una nube scura che si alza nel cielo e l’aria che cambia improvvisamente odore: a Mariglianella l’incendio scoppiato sabato scorso continua a far discutere e ora è sotto la lente degli esperti. Sono in corso gli accertamenti per valutare gli effetti ambientali del vasto rogo divampato nel primo pomeriggio di sabato 17 gennaio in via Galileo Galilei, all’interno di un deposito di materiali tessili. Le prime rilevazioni delle stazioni della rete regionale per il monitoraggio della qualità dell’aria, in particolare quelle sottovento situate a Pomigliano e Volla, hanno evidenziato nella serata del 17 gennaio un aumento orario della concentrazione di alcuni inquinanti, come il particolato atmosferico e il benzene, compatibile con un contributo riconducibile all’incendio. A questi valori si è sommato anche l’effetto della diffusa accensione dei tradizionali fuochi di Sant’Antonio. Con il cambiamento delle condizioni meteorologiche, diventate più instabili già dalla giornata successiva, si è però registrata una sensibile diminuzione delle concentrazioni inquinanti. I dati parlano chiaro: le medie giornaliere del PM10 sono scese, tra sabato e domenica, da 34 a 14 microgrammi per metro cubo a Pomigliano e da 42 a 15 a Volla. Andamento analogo per il PM2,5, passato da 27 a 12 microgrammi per metro cubo a Pomigliano e da 37 a 13 a Volla. Nel frattempo, ieri mattina i tecnici del dipartimento Arpac di Napoli hanno avviato anche il monitoraggio di sostanze particolarmente pericolose come diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili dispersi in atmosfera nelle immediate vicinanze del luogo dell’incendio. Al momento dell’avvio dei controlli, le fiamme risultavano in fase avanzata di spegnimento grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco. Dalle prime informazioni raccolte sul posto è emerso che il deposito interessato dal rogo conteneva prevalentemente materiali tessili e che il capannone coinvolto è in parte collassato a seguito delle alte temperature.

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