NAPOLI (rgl) – Da settimane, da mesi, da qualche anno ormai, i pendolari della linea di Baiano raccontano la stessa storia: sveglie all’alba, corse inseguite, attese interminabili, bus che non arrivano o arrivano già pieni. Una routine che non è più routine, ma una fatica quotidiana, una prova di resistenza che nessun cittadino dovrebbe affrontare per raggiungere il lavoro, la scuola o una visita medica. A parlare, in una nota congiunta, è la voce unitaria dei rappresentanti dei comitati: Enzo Ciniglio, Salvatore Ferraro, Marcello Fabbrocini e Salvatore Alaia, che firmano insieme il documento. “È un incubo che si ripete ogni giorno”, affermano. “Il servizio dei bus sostitutivi è scandaloso: corse soppresse, ritardi cronici, fermate saltate perché i mezzi arrivano già stracolmi. Siamo ostaggi dell’incertezza”.
“OGNI SPOSTAMENTO è UN TERNO AL LOTTO” – La nota denuncia un quadro ormai insostenibile: viaggiatori lasciati in strada senza sapere se un bus arriverà, quando passerà e in quali condizioni. “L’Eav aveva promesso un’app di tracciamento due anni fa. Non è mai arrivata», scrivono i pendolari. Da quando la linea è stata chiusa, ogni spostamento è diventato “un terno al lotto”. E le conseguenze sono pesanti: turni di lavoro saltati, ore di lezione perse, visite mediche rinviate, appuntamenti annullati. “La misura è colma”, si legge nella nota. “Arrivare sul posto di lavoro o a scuola non può trasformarsi in una via crucis quotidiana”.
LA RICHIESTA: RIAPRIRE LA FERROVIA FINO A NAPOLI – I pendolari chiedono una sola cosa: riaprire immediatamente la linea fino a Napoli, con una programmazione seria e un numero di corse adeguato. “Non possiamo continuare a pagare il prezzo di cantieri lumaca e di una gestione fallimentare”, affermano Ciniglio, Ferraro, Fabbrocini e Alaia. “È intollerabile che dirigenti e funzionari continuino a spartirsi premialità mentre il servizio collassa e i disagi restano irrisolti”.
“NON CHIEDIAMO UN FAVORE: CHIEDIAMO DIGNITA'” -La nota si chiude con un messaggio chiaro e condiviso: “Garantire ai viaggiatori di Baiano di raggiungere Napoli con certezze e dignità non è un favore, ma il minimo risarcimento per anni di sacrifici inaccettabili. Il diritto alla mobilità non può essere elemosinato né somministrato a piccole dosi”.






