Addio Ciccio, amico della città. Il commiato di Nola al suo concittadino nelle parole del sindaco

 Si sono svolti venerdì 17 i funerali di Francesco Zannella, l’operaio morto per un incidente sul lavoro a Napoli nella stazione centrale (qui l’articolo) . Francesco, o Ciccio ‘o botolo come era conosciuto in città, è stato salutato da duemila persone presso la Cattedrale di Nola. Un commiato commosso da parte dei suoi tantissimi amici. Pubblichiamo l’omelia funebre pronunciata dall’assessore al Comune di Nola Roberto De Luca per il Comune di Nola, in assenza del sindaco Biancardi impegnato a Torino al “Salone del Libro”.

 

A Ciccio.

 

Non vi sorprenda l’uso del “presente”, perché ci riesce davvero difficile parlare al “passato”, ricordando, anzi, parlando con Ciccio.

 

Ed è proprio l’incredulità, che ci ha colti domenica pomeriggio, il primo sentimento che ha toccato, subito, profondamente, lo stato d’animo dell’intera città.

Lasciandoci senza fiato più che senza parole.

 

Poi è venuto il dolore.

Non oso nemmeno paragonare quello che abbiamo provato, proviamo e proveremo con la sofferenza straziante dei familiari.

Caro Ciccio, credo di interpretare il sentimento comune, affermando che tutti siamo distrutti ed è difficile, se non impossibile, deviare il nostro pensiero, anche solo per un attimo, dalla tua bara.

 

Sarà banale, scontato, ma è la sincera verità: ci sentiamo davvero tristi da domenica sera. E tanto vicini alla tua famiglia.

 

Ma siamo anche tanto arrabbiati.

Non possiamo solo piangere, ricordare, augurarci che non accada più.

VOGLIAMO LA VERITÀ!!

Vogliamo sapere perché è potuto accadere.

DOBBIAMO SAPERLO!!

 

Perché è giusto ricordarlo, in questo momento così doloroso, sono più di 150 i morti per incidenti sul lavoro dall’inizio dell’anno.

In pratica, ogni giorno, in Italia, muore più di una persona per un diritto sancito dalla nostra Costituzione: non è più tollerabile, in un paese civile, assistere a questi drammatici eventi.

Non è più tollerabile che questi drammatici eventi, alla fine, restino solo una fredda statistica.

 

Caro Ciccio, nulla potrà restituirti alla famiglia, agli amici, ma almeno continueremo a vivere non solo nel dolore e nella tristezza, ma anche nella consapevolezza di aver conosciuto, nel corso degli anni UN AMICO.

E scorrono velocemente, ma forti e nitidi, i ricordi, le immagini di un età che non c’è più.

Della spensieratezza della gioventù trascorsa, spesso e volentieri, a ridere dei tuoi insuperabili scherzi o delle tue disarmanti battute, segno tangibile di un’intelligenza viva e di un’ironia pungente ma buona. Perché, alla fine, anche chi era preso di mira, non poteva non sorridere.

Leggendo su Facebook i tanti messaggi che da domenica scorsa vengono scritti per te, mi ritorna in mente la tua passione per il calcio, per il Nola ed il Napoli e le famose “brigate botolesi”: l’unico gruppo ultras al mondo capace di fare solo colore e non violenza.

 

E come non ricordare la tua sfrenata passione, autentica e genuina per la nostra amata Festa dei Gigli. Al vestito da pirata quando alle Carceri girava la tua paranza, “a’ Stella”.

Ora ne starai sicuramente parlando con Peppe.

 

Alle interminabili notti estive, passate sulla panchina in piazzetta, a commentare la Festa o ad ascoltare le tue storie, le storie di questo o quello, tra l’altro, mai smentite dai protagonisti e quindi, vere.

Alla straordinaria leggerezza che ha contraddistinto il tuo modo di essere.

 

Una leggerezza solo di facciata. Un velo che nasconde un uomo serio, responsabile e affettuoso

.

Chi non ti conosce bene, caro Ciccio, può incorrere in un imperdonabile errore.

Mai come nel tuo caso, infatti, “l’apparenza inganna”!

 

Dietro i tuoi modi e la tua aria da guascone, in realtà, c’è sempre stato un ragazzo come tanti altri, con tanta voglia di vivere e divertirsi, ma anche con tanto affetto per la famiglia e, soprattutto, per i figli.

Non è un caso che eri al lavoro di domenica, a sostituire un tuo collega, un altro “padre di famiglia”.

 

Destino ladro maledetto, ti ha portato via troppo presto.

Ora sono sicuro che nell’aldilà si riderà e ci si divertirà di più.

 

Ciao Ciccio!

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