Cade un masso sull’area archeologica ad Avella, l’ennesima emergenza frana sui beni culturali

di Bianca Bianco

AVELLA-Frana un masso a Capo di Ciesco, località collinare a due chilometri dal centro abitato di Avella.  Una località preziosa per Avella, punto di incontro tra natura, storia ed archeologia. Il luogo in cui scorre il fiume Clanio, in cui vi sono resti di un acquedotto romano e che, proseguendo lungo la strada, porta alla Grotta di San Michele, chiesa rupestre con antichi affreschi oggi ancora chiusa e, più su ancora, alla incantevole cascata di Acquapendente. Insomma uno spaccato eccezionale delle risorse della cittadina di Avella: la caduta del masso ha riportato all’attenzione lo stato dei luoghi, da preservare nonostante i notevoli sforzi che già si stanno compiendo per la tutela. L’episodio è avvenuto qualche giorno fa, di pomeriggio (solo la sorte ha evitato una tragedia visto che l’area è frequentata da podisti e cittadini che vogliono godersi la natura). Il grosso masso si è staccato da un costone ed è rotolato in strada, bloccandone il passaggio. Immediata la segnalazione al Comune che in poche ore ha fatto spostare l’ingombro. Qualche giorno dopo il sopralluogo dell’Ufficio tecnico comunale e di un geologo incaricato dall’ente. “Fortunatamente non ci sono stati feriti, e la situazione è sotto controllo- dichiara il sindaco di Avella Domenico Biancardi-. L’evento si è probabilmente verificato a causa delle passate piogge che hanno reso più friabile il terreno. La strada è stata sgombrata e nel giro di qualche giorno è stata riaperta al transito, nel frattempo prenderemo decisioni sugli interventi di messa in sicurezza”. Questa zona collinare di Avella sta vivendo una vera e propria rinascita negli ultimi tempi. Presa d’assalto a pasquetta ed il primo maggio, l’ area collinare è ricca di fascino anche perché piena di storia. Una storia a rischio, però. L’episodio franoso di due giorni fa riporta alla memoria la poco distante grotta di San Michele, chiusa da decenni per caduta massi. Una chiesa rupestre che resta chiusa a causa dell’enorme costo di eventuali lavori. “Difficili” anche le condizioni del fiume Clanio, lungo il cui alveo ci sono stati i primi insediamenti umani di questa zona, deturpato da sversamenti di immondizia e del ‘mitico’ vallone Serroncelle, dove furono trovate tracce di abitati preistorici. Ciononostante procede il lavoro di recupero da parte dell’amministrazione: “Di recente- spiega il sindaco che è anche presidente della Comunità montana- è stato approvato un progetto della Partenio- Valle Lauro di controllo di tutti i punti di ingresso al territorio montano, con vigilanza diurna da parte dei forestali e notturna da parte di privati”. Si spera così di arginare almeno la piaga degli sversamenti in quella zona che Avella dovrebbe custodire come un gioiello.

 

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