Corsa al consuntivo con l’incubo scioglimento, polemica dell’opposizione

NOLA- Ultimo termine utile il 28 maggio per approvare il conto consuntivo del Comune di Nola. Il presidente del consiglio comunale Francesco Pizzella ha convocato per quel giorno infatti la seduta durante la quale dovrà essere improrogabilmente approvato il rendiconto di gestione, pena la nomina di un  apposito Commissario e lo scioglimento dell’amministrazione. L’8 maggio la diffida del prefetto è stata recapitata a tutti i consiglieri comunali nolani: il prefetto ha diffidato l’ente di piazza Duomo ad adempiere alla approvazione dello strumento di bilancio entro e non oltre venti giorni dalla ricezione della sua nota (dunque entro il 28 maggio) perché il conto consuntivo avrebbe dovuto essere approvato entro il 30 aprile. Le ragioni del ritardo, accumulato anche da altri Comuni dell’hinterland (anche Tufino ha approvato il rendiconto dopo la scadenza naturale, lunedì scorso, e dopo la diffida del prefetto) sarebbe attribuita al fatto che i revisori dei conti erano in scadenza di incarico. Non sono mancate le polemiche della minoranza. Così Salvatore Maffettone (Pd): “E’ una situazione paradossale. Il conto consuntivo poteva essere approvato già ai primi di aprile, con i vecchi revisori dei conti. Invece no, si è dovuto attendere la diffida del prefetto di Napoli per colpa del pressappochismo e di una tempistica sbagliata di questa amministrazione. Una diffida del Prefetto non è la fine del mondo, ma è spia di come lavora questo esecutivo”. Strali anche da “Città Viva”, rappresentata in Consiglio da Chiara Ruocco: “Come al solito- si legge in una nota-  con gran fatica, la maggioranza proverà a correre ai ripari, cercando di mettere insieme i cocci di un’amministrazione disastrata per approvare la delibera all’ultimo minuto dell’ultimo giorno utile. Senza intavolare una discussione quantomeno “non superficiale” su un tema così importante. Il sindaco dovrebbe avere il senso di responsabilità, che fino ad oggi non ha mostrato, di presentare le proprie dimissioni e liberare la città da questo cappio che la tiene in agonia”.

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