La 268 e la 162: ecco le strade della morte

Strade come roulette russe. Esci, e non sai cosa può accaderti. Questione di disattenzione, di cattiva guida, ma anche di arterie pensate male e costruite peggio, progettate per collegare e facilitare gli spostamenti ma presto trasformatesi in cimiteri di croci e sangue sull’asfalto. Come la famigerata Strada statale 268, la cosiddetta statale del Vesuvio, nata per essere anche una via di fuga in caso di eruzione del Vesuvio, presto diventata un sacrario alla memoria dei tanti martiri della strada. L’ultimo incidente, gravissimo, c’è stato il 5 maggio: un frontale tra due auto ha provocato tre morti. Un’intera famiglia di Marigliano.  Quell’ arteria, una superstrada con la conformazione di una strada urbana, è utilissima per chi dall’area nolana vuole collegarsi al vesuviano. La Statale 268 ha al km 13,8 una uscita Ottaviano – San Giuseppe Vesuviano Nord- Nola; ma spesso si rinuncia a percorrerla: perché non la si conosce o perché si ha paura dell’alta velocità di chi la percorre, della segnaletica carente, della sua sola corsia per ogni senso di marcia (per quasi tutto il percorso), per le inesistenti piazzole, per l’imbocco negli svincoli senza alcuna ‘preparazione’. Ventisette virgola duecento km su cui hanno perso la vita più automobilisti che militari in missione di pace all’estero dalla seconda guerra mondiale ad oggi. Sulla Statale del Vesuvio ci sono ancora lavori in corso per il raddoppio della corsia e l’ammodernamento di alcuni tratti, i sindaci invocano interventi risolutivi, alcuni invitano a boicottarla, e l’area in cui si è verificato l’incidente è stata posta sotto sequestro dalla Procura di Nola. Ma sembra tardi, tardissimo, per recuperare questa tragedia d’asfalto. La condizione delle strade (sia urbane che a scorrimento veloce) nell’area nolana e vesuviana è in generale drammatica. Tratti trasformati in discariche, manutenzione assente: le migliaia di automobilisti che si spostano da un punto all’altro della Provincia attraverso queste strade, sanno di andare incontro a tanti destini possibili, e non sempre nella meta c’è l’arrivo a destinazione. Pensiamo alla Strada statale 162 (conosciuta anche come “Asse mediano”). L’ultimo incidente qui c’è stato nel tratto pomiglianese (un uomo in bici è stato investito e ucciso in bici da un’auto pirata), mentre la tratta che collega i paesi vesuviani a Napoli è chiusa da quattro mesi dopo uno spaventoso incidente accaduto a giugno. Insomma, in Campania si viaggia spesso, troppo spesso, a braccetto con il pericolo. Lo conferma anche l’ultima ricerca dell’Istat dedicata proprio agli incidenti stradali in Campania: l’indagine è territoriale, e riguarda i sinistri occorsi nella nostra regione nel corso del 2011 che hanno causato lesioni alle persone (morti entro trenta giorni dall’incidente e feriti). Una statistica condotta dall’Istituto di ricerca con il contributo di Aci, Ministero dell’Interno, carabinieri, polizie municipali e provinciali, uffici statistica comunali e le cinque prefetture campane. Secondo i dati emersi, in Campania nel 2011 ci sono stati 10.225 incidenti che hanno causato la morte di 243 persone e il ferimento di altre 15.294. Gli incidenti rilevati nel territorio regionale rappresentano il 5% del totale nazionale, i morti il 6,3% e i feriti il 5,2%. Rispetto al 2010, diminuiscono in Italia sia gli incidenti (-2,7%) che i morti (-5,6%) e i feriti (-3,5%). Questo andamento si riscontra anche in Campania, dove nel 2011 risultano in flessione sia gli incidenti sia i morti e i feriti; per gli incidenti e i feriti il calo è superiore a quello nazionale (rispettivamente -8,1% e -10,3%); per i decessi, invece, la riduzione risulta inferiore (-4,3%). La diminuzione più consistente degli incidenti si riscontra nella provincia di Benevento (-27,5%), dove è invece in aumento il numero dei morti (+15,4%), che cresce più rapidamente nella provincia di Avellino (+27,8%); a Salerno invece si riduce del 36,8%. I feriti sono in diminuzione in tutte le province, in particolare in quella di Benevento (-20%). Nel 2011 la media dei morti per 100 incidenti è pari a 2,4 in Campania, 1,9 in Italia; il rapporto percentuale tra i morti e il complesso degli infortunati è 1,6 nella regione contro 1,3 a livello nazionale. Salerno è la provincia campana con gli indici di mortalità e gravità più bassi: nel 2011 i morti per 100 incidenti sono stati 1,8 e i morti per 100 persone infortunate 1,2. All’opposto si posiziona la provincia di Benevento sia per mortalità (4,7%) sia per gravità (2,7%) degli incidenti. Nei comuni capoluogo di provincia si può notare, rispetto al 2010, una diminuzione del numero degli incidenti, in particolare a Benevento (-25,6%), e dei feriti, specie ad Avellino (-24,6%) e Caserta (-23,7%). II numero di morti risulta in decisa flessione a Salerno (-57,6%) mentre registra un forte aumento a Napoli (+22,9%). Il 2010 è stato l’anno finale del decennio entro il quale tutti i Paesi membri dell’Unione Europea, secondo quanto indicato nel Libro Bianco del 13 settembre 2001, si erano impegnati a conseguire una riduzione del 50% del numero dei morti per incidenti stradali. In Campania la riduzione del numero dei deceduti rispetto al 2001 è stata pari a -31,9%, ancora distante dall’obiettivo e significativamente inferiore al calo del 45,6% raggiunto su scala nazionale.
DOVE E QUANDO AVVENGONO GLI INCIDENTI – Nel 2011 sulle strade urbane della Campania si sono verificati 7.807 incidenti (76,4% del totale) che hanno causato 11.264 feriti (pari al 73,6% del totale) e 135 morti (pari al 55,6%). Sulle autostrade sono avvenuti 867 incidenti (pari all’8,5% del totale) con 1.365 feriti (pari all’8,9%) e 25 decessi (pari al 10,3%). Sulle altre strade, comprensive delle strade Statali, Regionali, Provinciali e Comunali extraurbane, si sono verificati 1.551 incidenti, che hanno causato 2.665 feriti e 83 morti, rispettivamente il 15,2%, il 17,4% e il 34,2% dei corrispondenti totali. Gli incidenti più gravi avvengono sulle altre strade, dove si registrano 5,4 decessi ogni 100 incidenti, in aumento rispetto al 2010 (4,9%). Gli incidenti sulle strade urbane della Campania sono meno gravi, con 1,7 morti ogni 100 incidenti (1,2% nel 2010). Sulle autostrade l’indice di mortalità è pari a 2,9%, in notevole diminuzione rispetto al 2010 (5,1%). Nel confronto con la media regionale, l’indice di mortalità risulta più elevato nelle autostrade delle province di Benevento (25,0) e Avellino (7,3) e nelle “altre strade” delle province di Benevento (8,3) e Caserta (8,2). La maggior parte degli incidenti stradali in Campania avviene nei rettilinei (52,7%) e non in prossimità di intersezioni (33,8%). Il 21,7% di quelli in corrispondenza di intersezioni avviene presso un incrocio, soprattutto in provincia di Salerno e Caserta dove si registrano valori superiori alla media regionale (rispettivamente 24% e 23,2%).
Sono superiori alla media regionale gli incidenti su rettilineo in provincia di Napoli (56,7% contro 52,7% regionale) mentre quelli in curva sono più frequenti nelle province di Avellino, Benevento e Salerno: rispettivamente 21,9%, 16,7% e 15,4% contro il 12% del totale Campania. Il periodo estivo è quello in cui si verifica il maggior numero di sinistri: in Campania la più elevata frequenza si registra a luglio (979 in totale), mese che presenta, insieme ad aprile, anche la media giornaliera più alta (32). Per quanto riguarda i decessi, maggio è il mese in cui la frequenza è massima (pari a 32). In corrispondenza del mese di maggio, inoltre, si registra il più elevato indice di mortalità (3,3 morti ogni 100 incidenti) e di gravità (2,2 decessi ogni 100 infortunati); segue il mese di giugno, con indici di mortalità e di gravità pari rispettivamente a 3,1 e 2,0, e il mese di aprile, con valori di detti indici pari nell’ordine a 3,0 e 2,1. La mortalità varia notevolmente nel corso della giornata, toccando i valori più elevati in corrispondenza delle ore notturne. Anche la media dei feriti per 100 incidenti è più elevata tra le 22 e le 6, quando mostra però un andamento meno variabile rispetto al resto della giornata. Nel corso delle 24 ore, il picco di incidenti si registra tra le ore 8 e le 9 del mattino, probabilmente a causa degli spostamenti casa-ufficio e casa-scuola, e si mantiene alto fino alle 13 in corrispondenza dell’uscita dalle scuole e in relazione alla mobilità di alcune categorie di lavoratori (professionisti, commercianti ecc.) che usufruiscono dell’orario spezzato. Proprio alle ore 13 si registra la punta massima di incidentalità; nelle ore successive l’incidentalità decresce, per aumentare nuovamente tra le ore 17 e le 19. L’indice di mortalità si mantiene superiore alla media giornaliera (2,4 decessi ogni 100 incidenti) per tutto l’arco di tempo che va dalle 21 alle 7 del mattino, raggiungendo il valore massimo intorno alle ore 5 (11,4 decessi ogni 100 incidenti). In particolare, tra le 22 e le 6- 9 del mattino, l’indice di mortalità è mediamente pari a 4,4 morti ogni 100 incidenti. Il venerdì è il giorno della settimana in cui si concentra il maggior numero di incidenti (1.571 pari al 15,4% del totale) e di feriti (2.288 pari al 15% del totale) mentre la domenica presenta il numero più elevato di decessi: 46, pari al 18,9% del totale. Anche l’indice di mortalità per giorno della settimana presenta il valore massimo (3,8 morti ogni 100 incidenti) la domenica; segue il sabato (3,0 decessi ogni 100 incidenti). Nella fascia oraria compresa tra le 22 e le 6, si sono verificati in Campania 1469 incidenti stradali (14,4% del totale) che hanno causato il decesso di 64 persone (pari al 26,3% del totale dei morti) e il ferimento di altre 2.430 (15,9% del totale dei feriti). L’indice di mortalità degli incidenti notturni (mediamente pari a 4,4 decessi ogni 100 incidenti) presenta il valore massimo in corrispondenza della domenica notte (6,9 decessi ogni 100 incidenti), seguono il sabato e il giovedì notte (rispettivamente con 5,1 e 5 decessi ogni 100 incidenti) mentre il valore dell’indice scende a 1,7 decessi il mercoledì notte. Gli incidenti del venerdì e del sabato notte sono pari al 43,5% del totale degli incidenti notturni; analogamente, i morti e i feriti di venerdì e sabato notte rappresentano, rispettivamente, il 43,1% e il 44,7% dei morti e feriti in incidenti notturni. Gli incidenti notturni rilevati negli altri giorni della settimana (escludendo quindi il venerdì e il sabato notte) costituiscono complessivamente il 56,5% di tutti gli incidenti avvenuti di notte.
LE CAUSE- Il 96,3% delle cause accertate o presunte di incidente stradale è riferibile a comportamenti scorretti nella circolazione messi in atto da conducenti o pedoni. Il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità troppo elevata sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata) e costituiscono complessivamente il 55,7% dei casi. Il comportamento scorretto del pedone si rileva in 402 casi e pesa per il 3,3% sul totale delle cause di incidente. Con riferimento all’ambito stradale, la prima causa di incidente sia sulle strade urbane che su quelle extraurbane è la guida distratta o l’andamento indeciso (34,2% e 28,2%); sulle strade extraurbane la causa più frequente è la guida con velocità troppo elevata, con il 19,8%. Il comportamento scorretto del pedone, in ambito urbano, rappresenta il 4,2% dei casi.
INCIDENTI NEI COMUNI- Anche Nola, ovviamente, rientra nella statistica dell’Istat. Qui nel 2011 sono stati rilevati 94 incidenti, nessuno mortale; ci sono stati però 164 feriti, con un indice di lesività pari al 174,5%. In provincia di Napoli, il numero di morti per incidenti stradali più alto c’è stato a Pozzuoli (10), l’indice di mortalità più alta a Sant’Antino (13,3%), l’indice di lesività più alto a Sant’Anastasia (169,4%). In generale, nel territorio dei 66 comuni campani con più di 20.000 abitanti, sono stati rilevati nel 2011 7.451 incidenti stradali (il 72,9% del totale regionale) che hanno causato il decesso di 132 persone (54,3%) e il ferimento di altre 10.884 (71,2%). A Napoli si sono verificati 2.398 incidenti con il decesso di 43 persone e il ferimento di 3.264. L’indice di mortalità di Napoli è pari a 1,8 contro 2,4 della media regionale uguale al valore registrato in media nei 66 comuni osservati. A Napoli, negli altri comuni capoluogo di provincia e nella maggior parte dei Comuni con almeno 20.000 abitanti, gli incidenti nel 2011 sono in diminuzione rispetto all’anno precedente. Alcune rilevanti eccezioni si rilevano nei casi di Giugliano, Portici, Castellammare di Stabia e Acerra, in provincia di Napoli, nonché di Battipaglia, Scafati e Nocera Inferiore, in provincia di Salerno.

Print Friendly, PDF & Email



Utenti online

This site is protected by wp-copyrightpro.com