Questione di civiltà, nel Nolano i bimbi di genitori stranieri sono italiani. L’esempio di Saviano

SAVIANO- L’argomento è ormai all’ordine del giorno, soprattutto dopo la nomina a ministro delle Pari opportunità di Cecile Kyenge, italiana di origini congolesi, che ha da subito portato il dibattito politico sul tema dello ius soli, cioè del diritto di acquisire la cittadinanza alla nascita su territorio italiano, seppure da genitori stranieri. Attualmente in Italia vige invece lo ius sanguinis, è italiano chi nasce da genitore italiano. La proposta della Kyenge ha scatenato numerosi dibattiti, e soprattutto polemiche da parte della Lega Nord che ha bollato l’iniziativa (finora solo verbale) del neo ministro come uno strumento per far restare in Italia anche i clandestini. La campagna dei leghisti contro il ministro ha pure trasceso gli argini di una discussione civile, la Kyenge è stata oggetto di insulti razzisti. Eppure, mentre a Roma si accapigliano tra ius soli e ius sanguinis, nei Comuni si costruisce l’Italia multirazziale con iniziative (in verità sponsorizzate anche dal nuovo ministro alle Pari opportunità) che consentono ai bambini nati qui da genitori non italiani di essere italiani a tutti gli effetti. Basta conferire la cittadinanza onoraria. Lo ha già fatto il Comune di Liveri, apripista, e lo ha fatto anche il Comune di Nola. Ora anche Saviano aderisce a questa che è una iniziativa dell’Unicef e della vulcanica presidentessa Margherita Dini Ciacci. Giovedì sera alle 18 infatti il sindaco Sommese conferirà presso l’aula consiliare, alla presenza della Dini Ciacci, la cittadinanza onoraria ai minori residenti a Saviano, nati in Italia da genitori stranieri. I bambini cui andrà la cittadinanza sono venti e riceveranno una pergamena tricolore. Un bellissimo gesto di integrazione contro ogni forma di razzismo. In tema di solidarietà (e beneficenza) subito dopo la cerimonia presso l’Auditorium di Saviano si terrà la commedia “Tonino Cardamone giovane in pensione”, messo in scena dal Forum Giovani di Liveri nell’ambito di “Un sorriso per l’Unicef”.

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